Per fronteggiare l’aumento delle temperature, le gelate tardive e i periodi di forte siccità che minacciano la produzione enologica dell’Emilia-Romagna, il centro di ricerca Ri.Nova (Cesena) ha promosso il progetto Clima.Vit.Er (Strategie Innovative per una Vitivinicoltura Sostenibile e Resiliente al Cambiamento Climatico). L’iniziativa raccoglie l’eredità dei test condotti nelle annate agrarie 2025 e 2026 lungo l’intero territorio regionale, da Rimini fino a Piacenza, fornendo risposte immediate e strumenti concreti a una crisi climatica ormai strutturale.
La forza del progetto si basa su una stretta sinergia tra la ricerca e l’intera filiera produttiva. Accanto a Ri.Nova e all’ente scientifico Astra-Innovazione e Sviluppo, presente con il centro di trasformazione sperimentale di Tebano (RA), collaborano le principali cooperative vinicole della regione – tra cui Terre Cevico, Caviro, Riunite&CIV e la Cantina Sociale di San Martino in Rio -, l’organizzazione Terremerse, l’ente di formazione Dinamica e numerose aziende agricole locali.
Le sperimentazioni coprono l’intero ciclo produttivo. In vigneto si applicano tecniche di potatura tardiva, cimatura e defogliazione insieme all’uso del caolino come scudo termico, proteggendo la terra con colture di copertura per trattenere l’acqua nel suolo. In cantina, invece, si impiegano lieviti selezionati per preservare l’acidità e contenere le elevate gradazioni alcoliche causate dalle estati torride.
I primi risultati confermano l’efficacia del caolino e l’importanza di combinare le tecniche. Come evidenzia Pietro Rebeggiani, responsabile scientifico del progetto, il cambiamento climatico impone di modulare le risposte a seconda delle condizioni locali. L’obiettivo finale di Clima.Vit.Er. resta dunque il rapido trasferimento di questi protocolli innovativi alle imprese, garantendo la tenuta economica e la sostenibilità dei vini emiliano-romagnoli.




