“Se da un lato é positiva la vitalità e la dinamicità che porta alla nascita di molte imprese, dall’altro lato presenta anche delle controindicazioni, perché 4,5 milioni di imprese, con una crescita dell’8,4% in dieci anni, è un dato che sembra indirizzare sempre piú il sistema Italia verso il nanismo imprenditoriale”. Lo dice Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative commentando i dati Istat.
“L’Italia ha bisogno di imprese solide, ben patrimonializzate che abbiano maggiore facilità nell’accesso al credito – continua Gardini – che perseguano politiche di crescita dimensionale, di aggregazione e di innovazione per politiche di sviluppo che rappresentano paradigmi obbligati per resistere alla crisi e affrontare al meglio le sfide dell’economia globalizzata. É un obiettivo che devono porsi le imprese, adeguatamente supportate dallo Stato e dalle Istituzioni dal punto di vista normativo”.
“Resta poi un ultimo step – conclude Gardini – per chi riesca ad attrezzarsi a sufficienza sono le vie dell’export e dell’internazionalizzazione che in momenti di stagnazione dei consumi sui mercati interni consente di trovare sbocchi all’estero”




