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martedì 21 Luglio, 2026

Economia sociale, la regione accelera: primo bando da 5 milioni

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Economia sociale, la regione accelera: primo bando da 5 milioni

Al Consiglio regionale di Confcooperative Emilia Romagna il dialogo con il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla, sull'avvio della nuova fase operativa

L’Emilia-Romagna accelera sull’economia sociale: è la prima regione italiana a dotarsi di una strategia integrata allineata al Seap europeo (Social economy action plan) e al Piano d’azione nazionale promosso dal Governo. È quanto emerso al consiglio regionale di Confcooperative Emilia Romagna, riunitosi nel pomeriggio del 30 giugno 2026 al Palazzo della Cooperazione di Bologna alla presenza del vicepresidente della Regione Vincenzo Colla e del direttore generale Conoscenza, Ricerca, Lavoro, Imprese della Regione, Roberto Ricci Mingani. Si è trattato del primo appuntamento a livello confederale dopo la conclusione delle assemblee delle sette Federazioni di settore che, tra marzo e maggio, hanno coinvolto oltre 750 cooperatori nel rinnovo degli organismi dirigenti.

Al centro in consiglio regionale, il percorso che la Regione ha avviato per fare dell’economia sociale uno degli asset strategici del proprio modello di sviluppo. Prima Regione italiana a istituire una delega specifica sul tema (affidata proprio a Colla), l’Emilia-Romagna ha successivamente approvato in Giunta gli Indirizzi strategici per l’economia sociale aprendo la fase attuativa con un primo bando da 5 milioni di euro destinato a sostenere la nascita di ecosistemi territoriali innovativi, fondati sulla collaborazione tra enti locali, soggetti dell’economia sociale, imprese e sistema della ricerca. Un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con la definizione della legge regionale sull’economia sociale e che si inserisce nel quadro del nuovo Patto per l’Emilia-Romagna.

“L’Emilia-Romagna ha tutte le caratteristiche per diventare un laboratorio nazionale dell’economia sociale – commenta il presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza -. La scelta della Regione conferma che oggi è possibile immaginare un modello di sviluppo capace di tenere insieme competitività, innovazione, qualità del lavoro e coesione sociale. È una sfida che riguarda l’intero sistema regionale e nazionale e che la cooperazione sente profondamente propria, perché questi principi fanno parte della nostra identità e del nostro modo di fare impresa da sempre.”

La costruzione di ecosistemi territoriali fondati sulla collaborazione tra soggetti diversi trova nella cooperazione un interlocutore naturale. Grazie a una presenza che attraversa l’agroalimentare, il welfare, la sanità, l’abitare, i servizi, la cultura, il consumo e il credito, il sistema Confcooperative Emilia Romagna è in grado di far dialogare tra loro filiere, competenze e territori, favorendo progettualità condivise tra soggetti dell’economia sociale, imprese, istituzioni e mondo della ricerca.

“La nostra forza è l’intersettorialità – aggiunge Milza -. Mettere in relazione esperienze e imprese che operano in ambiti diversi fa parte del modo in cui la cooperazione costruisce sviluppo ogni giorno. È questa capacità di fare rete che vogliamo mettere a disposizione della nuova strategia regionale. Il coinvolgimento del sistema produttivo for profit e del mondo della ricerca, previsto in questo primo importante bando, rappresenta un elemento qualificante; allo stesso tempo, sarà importante che il percorso regionale avviato continui a dare concreta e piena attuazione al riconoscimento dell’economia sociale, valorizzando pienamente i soggetti protagonisti individuati nella Raccomandazione europea e nel Piano nazionale”.

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