Non è bastata la prolungata siccità di questa estate a rallentare i tempi di maturazione delle uve: complice una primavera piovosa, che ha lasciato ai terreni una buona riserva idrica, la Cantina di Forlì Predappio ha aperto al conferimento già il 10 agosto. “L’aspetto che ci ha sorpreso di più – commenta il direttore Bruno Ranieri – è che non erano avanti soltanto le varietà precoci, come Chardonnay, Pinot Grigio, Pinot Bianco e Sauvignon. Anche Sangiovese e Trebbiano, che normalmente maturano più tardi, hanno presentato un anticipo ancora più importante, di circa dieci giorni. Sarà quindi una vendemmia corta: iniziata prima del solito, terminerà entro settembre”.
Per le cantine queste nuove tempistiche richiedono una riorganizzazione del lavoro, e l’impiego di tecniche enologiche specifiche per proteggere le qualità organolettiche dei grappoli. In quest’ottica, da ormai cinque anni, la Cantina Forlì Predappio ha introdotto la vendemmia notturna. “I soci possono iniziare la raccolta meccanica intorno alle 2 di notte e conferiscono le uve tra le 6 e le 8 del mattino, quando le temperature sono inferiori anche di 15-20 gradi rispetto alle ore centrali della giornata – racconta Ranieri -. I mosti arrivano meno ossidati, sono più facili da gestire nelle fasi pre-fermentative e questo rappresenta un vantaggio dal punto di vista qualitativo, oltre ad abbassare i costi di raffreddamento”.
Sul fronte produttivo l’annata si prospetta molto diversa tra pianura e collina. Nei vigneti di pianura, grazie alla presenza del Canale Emiliano Romagnolo, l’irrigazione è riuscita a limitare gli effetti delle alte temperature: qui si potrebbe avere persino un incremento produttivo intorno al 5%, soprattutto per il Trebbiano. Più difficile la situazione nelle aree collinari, dove la scarsità d’acqua potrebbe determinare un calo tra il 15 e il 20%.
“Nelle aree collinari anticipare la raccolta è l’unico modo per preservare i grappoli, perché in carenza d’acqua la pianta tende ad assorbire i liquidi dagli acini, portandoli alla disidratazione – aggiunge -. Anche l’acidità delle uve tende a diminuire a causa del caldo, un’altra ottima ragione per accelerare i tempi”.
Se in vigneto la principale incognita resta il meteo, sui mercati si tiene monitorato il cambiamento nel consumo di vino. “Le giacenze di vino italiano sono ancora elevate e ci aspettiamo un avvio di campagna con prezzi inferiori rispetto alle ultime due annate – valuta Ranieri -. La situazione è ancora più evidente sui vini rossi, che stanno soffrendo un calo della domanda a livello nazionale e internazionale. Le fluttuazioni di mercato di questi vini sono importanti, ma il nostro progetto dedicato all’appassimento ci sta dando soddisfazione: è un segmento che continua a crescere, in modo contenuto ma costante. In un mercato in flessione – conclude – lo consideriamo comunque un segnale positivo”.




