Un mercato che cambia rapidamente, margini più difficili da difendere, investimenti da valutare e scelte organizzative che possono incidere sul futuro della cooperativa: è su questioni come queste che ogni amministratore è chiamato oggi a misurarsi.
Nelle cooperative chi entra in consiglio di amministrazione raramente è un amministratore di mestiere: è un operatore sociale, un addetto alla logistica, un cuoco, un agricoltore, un tecnico che, proprio perché socio e partecipe dello scambio mutualistico, viene chiamato a governare l’impresa. È uno dei tratti più autentici del modello cooperativo, ma non rende il ruolo meno impegnativo: la funzione imprenditoriale è esercitata collegialmente dal cda, al quale spettano le decisioni sugli indirizzi strategici, sugli investimenti, sulla sostenibilità finanziaria e sull’organizzazione, oltre al compito di assicurare adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili.
Il consiglio può e deve avvalersi di direttori e professionisti qualificati, ma non può delegare ad altri la comprensione delle decisioni né la responsabilità che ne deriva. Per amministrare non occorre diventare commercialisti o controller: occorre saper leggere un bilancio, valutare un budget, misurare i rischi, porre le domande giuste e riconoscere per tempo i segnali di difficoltà.
“Non vogliamo trasformare ogni amministratore in uno specialista – sottolinea Roberto Righetti, direttore di Linker Romagna e docente dei corsi – ma metterlo nelle condizioni di capire ciò che gli viene sottoposto e di assumere decisioni consapevoli. Una cooperativa non è un’impresa meno esigente: richiede competenze manageriali almeno pari a quelle di qualsiasi altra azienda”.
Anche la capacità di valorizzare i soci dipende dalla qualità della gestione: lavoro stabile, servizi migliori, condizioni di scambio eque, ristorni e investimenti possono essere garantiti soltanto da un’impresa solida, profittevole e ben organizzata.
Da questa esigenza nasce la nuova edizione di Altamente, proposta da Linker Romagna, centro servizi di Confcooperative Romagna-Estense: due percorsi rivolti ad amministratori e dirigenti di cooperativa, diversi per livello di approfondimento. Il primo, la Scuola per Amministratori di Cooperativa, è il percorso base: 20 ore in quattro moduli su organi sociali e bilancio, pianificazione economica, finanza agevolata e valutazione rischio credito, informatizzazione e compliance. Il secondo, la Scuola di Alta Formazione Cooperativa, ha una durata di 48 ore e approfondisce ulteriormente gli stessi temi, aggiungendo la gestione delle risorse umane e un modulo autonomo dedicato all’intelligenza artificiale.
Entrambi i percorsi possono essere organizzati in forma multiaziendale, favorendo il confronto tra amministratori di cooperative diverse, oppure in forma monoaziendale, adattando contenuti, casi e strumenti alla realtà della singola impresa e costruendo un linguaggio comune all’interno dell’intero consiglio. Le lezioni prenderanno il via a ottobre 2026, con quattro edizioni provinciali in presenza tra Rimini, Ravenna e Faenza, Forlì e Cesena, Ferrara.
Al termine di ciascun percorso sarà rilasciato un attestato che documenta le competenze acquisite e può concorrere a comprovare i requisiti di professionalità previsti dagli statuti o dai regolamenti elettorali delle cooperative: un tema di particolare rilievo per le imprese sociali, per le quali il D.Lgs. 112/2017 richiede espressamente requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza per chi assume cariche sociali.




