Droni, sensori, immagini multispettrali e modelli digitali. Termini che fino a pochi anni fa sembravano appartenere esclusivamente al mondo della ricerca e che oggi stanno entrando sempre più concretamente nei frutteti dei soci della filiera di Conserve Italia. È quel che si propone di fare il progetto Agrometeo, nato dalla collaborazione tra il gruppo cooperativo, l’Università di Bologna e xFarm Technologies (con il sostegno della Regione Emilia-Romagna) per sviluppare strumenti innovativi in grado di supportare le decisioni delle aziende agricole e rendere più efficiente e sostenibile la produzione frutticola.
Da due anni il progetto (rivolto alle aziende agricole che partecipano agli impianti programmati di frutta da industria) sta sperimentando nuove tecnologie per stimare con maggiore precisione la produzione prima della raccolta, così da migliorare la gestione delle risorse aziendali. Tra le applicazioni più avanzate c’è il sistema “contafrutti”, che utilizza sensori, fotocamere e modelli di acquisizione delle immagini per valutare il potenziale produttivo dei frutteti destinati all’industria di trasformazione.
“Il nostro obiettivo è ottenere stime produttive sempre più accurate – spiega Felix Pinerolo de Septis, ricercatore dell’Università di Bologna -. Conoscere in anticipo il potenziale produttivo di un appezzamento consente all’agricoltore di prevedere con maggiore precisione il ritorno economico della campagna e, allo stesso tempo, permette di programmare meglio le attività di trasformazione e la gestione delle materie prime”.
Accanto ai rilievi effettuati da terra, una delle novità più interessanti riguarda l’utilizzo dei droni. Grazie a percorsi di volo programmati e all’impiego di telecamere multispettrali, i ricercatori sono in grado di raccogliere informazioni dettagliate sullo stato delle colture e sulla maturazione dei frutti. Le immagini vengono poi elaborate per ricostruire una mappa tridimensionale della chioma e geolocalizzare i singoli frutti.
“Questo aspetto è fondamentale per migliorare l’affidabilità del sistema contafrutti – sottolinea il professor Luigi Manfrini del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna -. Grazie alla geolocalizzazione tridimensionale il sistema è in grado di riconoscere i frutti già censiti ed evitare doppioni, aumentando sensibilmente la precisione delle stime produttive”.
Il progetto non si limita però al monitoraggio della produzione. Una parte importante delle attività riguarda infatti la gestione irrigua e l’utilizzo più efficiente della concimazione azotata. Dopo le prime sperimentazioni degli anni scorsi, i ricercatori stanno valutando nuove strategie basate sul reintegro dell’acqua effettivamente consumata dalle piante, con l’obiettivo di ridurre gli input senza compromettere quantità e qualità delle produzioni.
“Per una filiera cooperativa come la nostra l’innovazione ha valore quando diventa fruibile e facilmente accessibile, trasformandosi in un vantaggio concreto per i soci produttori – osserva Mattia Onofri, responsabile frutta di Conserve Italia -. Iniziative come il progetto Agrometeo ci permettono di trasferire sul campo i risultati della ricerca, offrendo agli agricoltori strumenti sempre più efficaci per programmare le produzioni, ottimizzare l’impiego delle risorse e affrontare con maggiore consapevolezza le sfide poste dal cambiamento climatico. È così che costruiamo la competitività futura della nostra frutticoltura”




