Oggi, 8 ottobre, l’Associazione Italiana Dislessia promuove la Giornata Nazionale della Dislessia per far conoscere da vicino i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e contrastare i pregiudizi legati a queste condizioni neurosviluppative. L’iniziativa interessa in modo diretto il territorio emiliano-romagnolo, dove i dati testimoniano una crescita costante delle segnalazioni: nell’anno scolastico 2023/2024 la regione ha registrato 35.411 casi di dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, con un incremento di circa 10.000 unità rispetto alla rilevazione del 2016/2017.
L’aumento dei numeri non indica una maggiore diffusione dei disturbi, bensì una cresciuta attenzione da parte delle famiglie e del mondo scolastico, unita a un accesso più rapido alle valutazioni specialistiche. Tuttavia, molte difficoltà continuano a emergere solo durante la scuola secondaria, dopo anni di ostacoli e sofferenze sul piano dello studio.
È la fotografia scattata dalle professioniste della Cooperativa Piccolo Principe attiva con sedi a Ferrara, Codigoro, Renazzo e Rovigo.
La dottoressa Eleonora Conti, psicologa, psicoterapeuta e responsabile dell’Area clinica disturbi specifici della cooperativa, evidenzia come dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia si manifestino in presenza di un’intelligenza nella norma. Spesso atteggiamenti scambiati per scarsa motivazione o svogliatezza nascondono fatiche che i ragazzi non riescono a esprimere. A sedici anni dall’introduzione della legge 170 del 2010, la sinergia tra scuola e famiglia appare migliorata, con una richiesta sempre più frequente di strategie comuni da applicare in aula e a casa.
Il percorso di valutazione e diagnosi coinvolge un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, logopediste e neuropsicomotriciste. Come spiegano le logopediste Arianna Bortoluzzi e Lucrezia Gaiba, l’analisi individua sia i punti di forza sia i tratti di fragilità dello studente, redigendo una relazione clinica che permette di accedere alle tutele di legge e agli strumenti compensativi e dispensativi.
La presa in carico prosegue poi con interventi abilitativi specifici. La neuropsicomotricista Ilaria Ridente chiarisce che i DSA non sono malattie e non si curano, ma attraverso percorsi dedicati si riduce l’impatto dei disturbi sulla quotidianità scolastica. In questo senso, la logopedista Francesca Costa e la psicologa Chiara Nino sottolineano l’efficacia del lavoro sul metodo di studio e delle attività di gruppo: il confronto tra pari riduce il senso di isolamento, rafforza l’autostima e aiuta i ragazzi a sviluppare una maggiore autonomia negli studi.
Le richieste di valutazione, infine, non riguardano soltanto l’età scolare. Sempre più adulti si rivolgono alle strutture specializzate per aggiornare diagnosi passate o per un primo accertamento, utile sia nei percorsi universitari, concorsuali o lavorativi, sia per rileggere con maggiore consapevolezza la propria storia personale. La Cooperativa Piccolo Principe opera come struttura accreditata con la Regione Emilia-Romagna, applicando protocolli e linee guida riconosciuti a livello nazionale.




