Ridefinire l’edilizia residenziale pubblica affiancando la dimensione sociale e comunitaria alla gestione degli immobili, facendo perno sull’alleanza con la cooperazione sociale e di abitazione. Questo il tema al centro del seminario “La dimensione sociale nell’abitare. Welfare e gestione dell’edilizia residenziale pubblica”, svoltosi nei giorni scorsi a Bologna.
L’incontro, promosso dalle Acer dell’Emilia-Romagna e organizzato da Mediattivi e Cispel (l’associazione di servizi che riunisce le Acer regionali), ha visto il confronto tra esperti, istituzioni e rappresentanti del settore. I temi trattati hanno riguardato la gestione sociale negli alloggi pubblici, il mix sociale, le esperienze di abitare sociale in Europa, il contrasto alla morosità e i modelli integrati per le politiche della casa.
L’appuntamento si colloca all’avvio del percorso di revisione della legge regionale 24/2001 promosso dalla Regione Emilia-Romagna, un passaggio chiave che chiama in causa il modello cooperativo nell’erogazione dei servizi di welfare abitativo e nella gestione sociale dei quartieri.
“Consideriamo questo seminario un punto di partenza nel percorso di riforma della legge regionale – ha affermato Lina Taddei, coordinatrice delle Acer dell’Emilia-Romagna e presidente di Acer Ravenna -. L’esperienza delle Acer dimostra quanto la mediazione sociale sia ormai parte integrante dei servizi dell’abitare, accanto alla tradizionale gestione patrimoniale. Prendersi cura delle persone e delle comunità significa prevenire i conflitti, favorire la convivenza e costruire inclusione”.
Sull’integrazione con il sistema cooperativo e gli enti del territorio si è espresso anche Marco Bertuzzi, presidente del Cispel e di Acer Bologna: “Tra le piste future su cui fissare l’attenzione, il tema della mediazione sociale è centrale per le attività che i nostri Enti in questi anni hanno svolto e che continueranno a fare, in collaborazione con i Comuni e con tutti gli enti, anche del Terzo Settore e della cooperazione, coinvolti a vario titolo in queste attività”.
In conclusione dei lavori, l’assessore regionale alle politiche abitative Giovanni Paglia ha sottolineato l’orientamento per i prossimi interventi: “L’edilizia residenziale pubblica del futuro non sarà valutata esclusivamente per il numero degli alloggi amministrati o costruiti, ma per la sua capacità di produrre coesione sociale, inclusione e qualità della vita. La Regione Emilia-Romagna, anche attraverso il percorso di partecipazione per la modifica della legge 24/2001, intende promuovere un sistema che crei comunità e relazioni positive tra i cittadini”.




