Si è svolta il 10 maggio l’assemblea generale dei soci della cooperativa agricola ravennate Libertà e Lavoro, chiamata ad approvare un ottimo bilancio per esercizio 2025, il 74° della storia della cooperativa, fondata nell’ottobre 1950. Un anniversario particolarmente significativo, tanto che a metà ottobre la cooperativa ha celebrato i 75 anni dalla costituzione con un evento dedicato, durante il quale è stata inaugurata la nuova stalla di stabulazione, alla presenza tra gli altri, del sindaco di Ravenna, della presidente di Granlatte.
Quella del 2025 è stata una gestione che ha superato le previsioni grazie soprattutto a due fattori. Il primo è l’incremento della produzione di latte, salita a 86mila ettolitri, con una crescita superiore al 10% sull’anno precedente. Un risultato legato agli investimenti sostenuti negli ultimi anni sul benessere animale e sulla qualità produttiva, confermato anche dagli elevati punteggi ottenuti nei report sulla biosicurezza del sistema Classyfarm, ben al di sopra della media nazionale. In seconda battuta, è stata determinante l’entrata in funzione della nuova stalla di stabulazione, frutto di un investimento di oltre 4,5 milioni di euro tra immobili, attrezzature e macchinari, finanziato con risorse proprie e con fondi Foncooper e Cfi. L’opera si affianca alla sala di mungitura robotizzata del 2002, che contribuisce alla riduzione dei costi e al monitoraggio sanitario delle fattrici.
A contribuire a questo traguardo è stato anche il favorevole andamento nel corso dell’anno del prezzo del latte, prodotto interamente conferito alla cooperativa Granlatte/Granarolo.
I terreni aziendali della cooperativa, che superano i 450 ettari, sono destinati in gran parte all’alimentazione della mandria: i risultati produttivi, pur condizionati dall’andamento climatico stagionale, sono stati nel complesso discreti. Significativo anche il contributo dell’impianto di biogas, che ha immesso in rete oltre 3,4 milioni di kW di energia elettrica, interamente ceduti al Gse, offrendo al contempo un apporto rilevante alla gestione dei reflui zootecnici.
Non mancano però motivi di preoccupazione: nell’ultimo trimestre del 2025 si è infatti registrato un calo improvviso del prezzo del latte spot, non riconducibile alle ordinarie logiche di mercato, con effetti attesi sull’esercizio 2026. A complicare il quadro si aggiungono le tensioni geopolitiche internazionali, che potrebbero far lievitare i prezzi delle materie prime. La cooperativa guarda dunque al nuovo anno con cautela: un 2026 ricco di incognite, in cui sarà necessario agire con determinazione sul fronte dell’ottimizzazione delle risorse e dei costi.




