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martedì 21 Luglio, 2026

30 anni di Settesere: radicamento e innovazione, il valore dell’informazione locale

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30 anni di Settesere: radicamento e innovazione, il valore dell’informazione locale

Pubblichiamo l’editoriale di Manuel Poletti, direttore del settimanale ravennate edito dalla cooperativa di giornalisti Media Romagna

Trent’anni d’informazione romagnola, trent’anni di «parole in libertà», come le definì nel primo editoriale nell’aprile 1996 il fondatore Claudio Caprara, trent’anni da sentinelle del territorio. Settesere è stato e sarà tutto questo e tanto altro. Nato quando internet era agli albori e i social erano ancora lontani da essere concepiti, il settimanale si affermò a Faenza in pochi anni per poi allargare il proprio bacino territoriale dal 2009 in poi su tutta la provincia di Ravenna col cartaceo, in tutta la Romagna l’edizione web quotidiana. Chi scrive ricorda ancora da ventenne i giovedì pomeriggio in redazione ad Imola (al settimanale sabato sera) la chiusura di sette sere che era appena nato.

Sempre edito da cooperative di giornalisti, prima dalla «Corso Bacchilega» di Imola, poi dal 2013 da «Media Romagna» di Ravenna, un elemento distintivo rispetto a giornali posseduti da grandi azionisti privati, ma che ha rappresentato anche una responsabilità (grande) in più per i giornalisti e le giornaliste (soci/socie) impegnati/e pure nella gestione diretta dell’azienda.

Radicamento, passione e innovazione: questa la strada che in questi anni abbiamo percorso, tenendo ben presenti le nostre radici per guardare al futuro. Alcune migliaia gli abbonati all’edizione cartacea, affiancate ancora da una quota venduta in edicola tutte le settimane, decine di migliaia i contatti settimanali al sito e ai social, fanno di Settesere una delle testate ormai «storiche» più radicate del nostro territorio. Dalla cronaca all’economia, dalla cultura allo sport e tante nuove sezioni verticali hanno arricchito negli anni il giornale e il sito web, senza dimenticare l’attiva continua con le scuole del territorio.

Una sfida rischiosa ma appassionante anche per chi scrive in tutti i suoi passaggi: dal 2009 ad oggi, in un’epoca in cui da sottofondo ci sono state una crisi economica rilevante, un cambiamento profondo del mercato dei giornali cartacei (anche locali), duri colpi al pluralismo dell’informazione con riduzioni drastiche del sostegno pubblico in Italia, mentre in molti altri Paesi europei si andava in direzione opposta, perché i Governi delle democrazie avanzate avevano già chiaro il valore e l’importanza di un’informazione libera e plurale.

Manuel Poletti, direttore Setteserequi

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