Unire la tradizione della pesca, la gestione dei beni culturali e l’inclusione sociale per creare un nuovo modello di turismo e sviluppo. È questo l’obiettivo del percorso avviato da Confcooperative Romagna-Estense, che ha scelto un luogo simbolo come la Manifattura dei Marinati di Comacchio per il suo primo appuntamento regionale.
L’idea di fondo è semplice: far dialogare e collaborare comparti che spesso si muovono su binari paralleli. A Comacchio questo modello è già realtà grazie alla cooperativa sociale Work and Belong che dal 2006 gestisce la Manifattura intrecciando la storica lavorazione dell’anguilla con il recupero del patrimonio locale e l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
All’incontro hanno preso parte i vertici regionali di Confcooperative, tra cui Otello Cenci, presidente della Federazione Cultura Turismo Sport Emilia-Romagna e Vadis Paesanti vicepresidente della Federazione Agroalimentare e Pesca Emilia-Romagna, quest’ultimo storico promotore dell’iniziativa e guida del Parco del Delta.
“L’obiettivo è creare connessioni tra mondi che finora hanno dialogato troppo poco – spiega Vadis Paesanti -. Pesca, acquacoltura, turismo e cooperazione sociale hanno molto da offrirsi reciprocamente. Accanto all’attività produttiva stanno già nascendo progetti di turismo esperienziale per far scoprire da vicino l’ostricoltura, le lagune e il patrimonio del Delta”.
“Conoscere esperienze come quella dei Marinati significa comprendere e osservare da vicino come la valorizzazione delle persone, dei bisogni delle comunità e delle competenze possa trasformarsi in una risposta attraverso la cooperazione – sottolinea Otello Cenci -. Le eccellenze dei nostri territori, dalla cultura all’enogastronomia, dall’arte alle tradizioni, rappresentano un patrimonio straordinario che, lavorando insieme, può diventare un motore di sviluppo turistico e di promozione dell’intera regione.”
Quella di Comacchio non resterà un’esperienza isolata. Nei prossimi mesi il viaggio di Confcooperative proseguirà in tutta l’Emilia-Romagna con nuove tappe, con l’obiettivo di mettere in relazione realtà di settori diversi. “La cooperazione cresce quando mette in contatto persone e territori – concludono dall’associazione – ed è così che si crea valore per le comunità e per il bene comune”.




