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martedì 21 Luglio, 2026

La Giunta dell’Emilia Romagna approva il bilancio di assestamento

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La Giunta dell’Emilia Romagna approva il bilancio di assestamento

Il Tavolo Regionale dell'Imprenditoria: nessuna risorsa per crescita e sviluppo

Pur riconoscendo il difficile scenario economico che sta interessando anche l’Emilia Romagna, dove secondo i recenti dati della Banca d’Italia la disoccupazione ha toccato la cifra record del 9,4%, il Tavolo Regionale dell’Imprenditoria esprime disagio per la scarsa attenzione verso le politiche industriali ed economiche mostrata dal bilancio di assestamento 2013 approvato dalla Giunta. È quanto hanno dichiarato in occasione dell’udienza conoscitiva le associazioni aderenti al TRI che sottolineano come all’interno di un bilancio di circa 115 milioni di euro non sia prevista nessuna risorsa per sostenere lo sviluppo economico e favorire la crescita delle imprese (risorse che giungeranno soltanto dalla nuova Programmazione 2014/2020 dei Fondi Strutturali Europei). Le organizzazioni del TRI hanno quindi proposto di destinare per il futuro a questo scopo una percentuale dei risparmi della Pubblica Amministrazione derivati dai processi di semplificazione e di riallocazione delle funzioni amministrative del sistema regionale e locale.

Se non si inverte la dinamica della disoccupazione, tramite il sostegno all’impresa, secondo il Tavolo dell’Imprenditoria non sarà più possibile mantenere l’attuale sistema di welfare sulla cui sostenibilità va avviata una riflessione più ampia in merito ai criteri di accesso ai servizi ed al sistema di contribuzione dei cittadini.
Le associazioni aderenti al TRI hanno poi espresso apprezzamento per l’approvazione, da parte della Giunta, di un progetto di legge che consentirà alle AUSL di pagare i fornitori per circa 420 milioni di euro già nei prossimi mesi del 2013 mentre una seconda tranche altrettanto significativa di pagamenti è prevista per il 2014. Secondo il Tavolo dell’Imprenditoria si tratta di un provvedimento importante anche se rappresenta soltanto un primo passo verso la normalizzazione dei rapporti tra fornitori e Pubblica amministrazione per i debiti che le imprese vantano nei confronti della sanità regionale in quanto finalizzato a ridurre il miliardo di euro scaduto il 31 dicembre 2012.
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