ROMA.Si è tenuta presso la Sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la riunione del partenariato economico e sociale che ha avviato la discussione sulla programmazione comunitaria 2014-2020, alla presenza del Ministro Fabrizio Barca e del Capo Dipartimento dello Sviluppo e la Coesione Economica dott.ssa Sabina De Luca. Il Ministro Barca ha aperto i lavori riferendo sui risultati del Consiglio Europeo del 7 e 8 febbraio.
L’Alleanza delle Cooperative Italiane ha presentato un documento di considerazioni e proposte relativamente alla prossima programmazione. La cooperazione guarda alla nuova stagione di programmazione dei fondi comunitari con estremo interesse. In tal senso, il movimento cooperativo ha dichiarato di voler svolgere un ruolo più attivo nella compartecipazione all’utilizzo di queste risorse, in misura maggiore di quanto fatto negli ultimi anni, così da contribuire alla ripresa economica del Paese ed in particolare allo sviluppo del Sud.
L’approccio della nuova programmazione delineato dal Ministero ben si addice agli obiettivi strategici e alle caratteristiche della cooperazione, sia nell’orientamento generale delle politiche di sviluppo, “rivolta ai luoghi” (è dai territori e dalle comunità che la cooperazione nasce), che nell’interpretazione autentica delle “trappole del non sviluppo” e, di conseguenza, nella richiesta di una maggiore consapevolezza e responsabilità da parte di tutti i protagonisti, pubblici e non.
In merito al metodo, si è espresso un generale apprezzamento all’impostazione data di concentrazione delle risorse rispetto ad obiettivi strategici: Mezzogiorno, aree interne, città.
Si è condivisa la proposta di superare i programmi operativi mono-fondo sostituendoli con programmi operativi pluri-fondo ed anche l’ipotesi della conseguente riduzione del numero dei programmi operativi regionali, che potranno concentrarsi solo sulle tematiche di loro competenza sinergicamente con piani nazionali specifici (Reti, innovazione, politiche di equità). Il sistema cooperativo nazionale e regionale può favorire la realizzazione concreta di questo approccio attivando reti e task force operative tra i vari sistemi cooperativi, con il supporto di strumenti tecnici di sistema, nazionali e territoriali.
In ultimo, si è apprezzato il rafforzamento del ruolo del partenariato nella fase di valutazione e monitoraggio ma anche nella fase preparatoria delle politiche e dei programmi, nonché delle modalità di attuazione degli stessi, purché il partenariato sia realmente rappresentativo ed effettivamente coinvolto e pertinente rispetto alle politiche programmate. E’ da scongiurare una impostazione che produca una inefficiente moltiplicazione dei tavoli di lavoro e di consultazione, con il rischio che le proposte divengano frammentate e/o che si sovrappongano. In ragione di ciò, è da incentivare il coinvolgimento del partenariato economico e sociale nel processo discendente della programmazione, che prevede un ruolo attivo nella definizione dei bandi e nei percorsi di scouting del progetti cantierabili.
La cooperazione ha quattro obiettivi fondamentali:
a) realizzare una reale suddivisione di responsabilità, così come auspicato dalla Comunità Europea, tra Amministrazioni Pubbliche e Associazioni di rappresentanza e supportare, promuovere e finanziare lo sviluppo della cooperazione;
b) esprimere una capacità progettuale e imprenditoriale che sappia valorizzare al meglio le potenzialità e le opportunità del territorio (dalle infrastrutture alla logistica, dall’ambiente all’agroalimentare e all’economia ittica, dall’innovazione nel turismo alle politiche di welfare al recupero dell’isolamento delle varie zone interne tramite il protagonismo delle comunità);
c) creare nuove e consistenti opportunità di lavoro regolare e qualificato per i giovani e le donne, in particolare nel Mezzogiorno;
d) sostenere una strategia di spesa delle risorse comunitarie e del cofinanziamento nazionale che abbia un’alta efficacia economica e sociale e la capacità di innescare una crescita robusta.
L’Alleanza delle Cooperative Italiane è pronta a fornire il suo contributo nelle consultazioni che ci saranno durante le successive fasi partenariali, nelle diverse sedi nazionali e regionali convinta che una maggiore sinergia tra partner economici, sociali ed istituzionali possa servire a migliorare le politiche di sviluppo per l’intero Paese.




