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martedì 21 Luglio, 2026

Spending Review

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Federlavoro - Confcooperative «Colpo di mannaja per le cooperative di servizi. Con tagli al 10% a rischio 8500 posti di lavoro»

ROMA.«Le nuove norme introdotte con il provvedimento sulla Spending Review minacciano gravemente le imprese di servizi impegnate per il regolare svolgimento delle attività di funzionamento di ospedali, case di cura e ASL con la fornitura dei servizi di base dalla pulizia alla ristorazione. Le cooperative di servizi associate a Federlavoro – Confcooperative, in caso di tagli del 5%, vedranno gravi ripercussioni su oltre 3.500 occupati, ma il contraccolpo è destinato a diventare drammatico in caso di tagli al 10% che si tradurrà in minore occupazione per circa 8500 addetti».
Lo dice Massimo Stronati, presidente Federlavoro e Servizi Confcooperative in merito alla conferenza stampa “I tagli e la revisione della spesa, non è la strada giusta”.
«Un vero e proprio colpo di mannaja per le cooperative di servizi, perché sono imprese labour intensive, cioè ad alta densità occupazionale, dove il costo del lavoro incide per oltre il 90% sul fatturato complessivo. La strada avviata dal Governo per la revisione della spesa – aggiunge Stronati – non è quella giusta: la situazione che le nostre imprese vivono, aggravata dai ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione, è sempre meno sostenibile. Le soluzioni normative adottate sono passate sotto silenzio e alle ripetute richieste di incontro nei confronti delle istituzioni non si è ancora avuta risposta. La decisione di ricorrere alla giustizia amministrativa rappresenta quindi – conclude Stronati – una possibilità percorribile per cercare di evitare le nefaste conseguenze annunciate per le nostre imprese».
“Tagli e revisione della spesa, non è la strada giusta”

Le organizzazioni di rappresentanza delle imprese di servizi illustrano le proposte per un modo più corretto di contenere la spesa pubblica
Agci Servizi – Federlavoro e Servizi Confcooperative – Legacoop Servizi – Anseb – Fise Anip – Angem

“Chiediamo al Governo e alle Istituzioni un riscontro ed una disponibilità a discutere di quelli che rappresentano dei punti importantissimi per le nostre imprese e per i nostri addetti;  che non si vada solo nella direzione dei tagli delle attività e dell’occupazione, senza una reale possibilità di approfondire quali possano essere le situazioni di maggiore o minore efficienza; che si proceda ad un dialogo costruttivo e condiviso con le imprese e con le organizzazioni che le rappresentano. Proponiamo una nuova strada per sviluppare il comparto dei servizi esternalizzati come fonte di economia e di efficienza per una riqualificazione della spesa pubblica: una strada che non prevede tagli lineari, riduzioni di risorse per l’acquisizione di beni e servizi, continue variazioni della legislazione sugli appalti, ritardi di pagamenti. Una strada che presti maggiore attenzione al settore dei servizi, non sempre considerato per  la reale valenza economica che riveste, e soprattutto a chi vi lavora”

Con queste proposte si è aperta ieri, 28 novembre, la conferenza stampa “Tagli e revisione della spesa, non è la strada giusta. Le organizzazioni di rappresentanza delle imprese di servizi illustrano le proposte per un modo più corretto di contenere la spesa pubblica”, organizzata da Agci Servizi/ Angem Fipe-Confcommercio/ Anip Fise-Confindustria/ Anseb Fipe-Confcommercio/ Federlavoro e Servizi-Confcooperative/ Legacoop Servizi, organizzazioni imprenditoriali che rappresentano diverse migliaia di aziende, la maggior parte “labour intensive”, che occupano oltre 650.000 lavoratori nei settori dei servizi alle imprese e alle comunità: dalle pulizie e sanificazioni alla logistica, dai servizi integrati alla ristorazione collettiva, dai servizi di trasporto alla specificità dei buoni pasto.
Le organizzazioni promotrici dell’iniziativa (per le quali il comparto pubblico rappresenta una quota molto rilevante dell’attività, con un fatturato complessivo stimato nella Sanità superiore ai 3 miliardi di euro e ben oltre i 100 mila addetti, solo per i servizi rappresentati) ritengono di essere pienamente consapevoli della fase di forte difficoltà in cui si trova il sistema della finanza pubblica e, della necessità che anche il sistema imprenditoriale debba farsi in parte carico dei sacrifici derivanti dai processi di contenimento della spesa, ma denunciano al contempo la politica dei tagli lineari attuata in Sanità prima con la spending review e poi con la Legge di Stabilità 2013, che prevede di portarli al 10%.
In questo contesto, sono state illustrate dal punto di vista tecnico-giuridico dall’Avv. Massimiliano Brugnoletti, curatore del ricorso, le iniziative giudiziarie con le quali le organizzazioni hanno chiesto al TAR del Lazio l’annullamento del provvedimento con il quale l’AVCP (Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici) ha pubblicato l’elenco dei “prezzi di riferimento” per i servizi di ristorazione e pulizia.
Le organizzazioni sottolineano come l’applicazione “letterale” dei cosiddetti prezzi di riferimento (vale a dire i prezzi massimi determinati da parte pubblica prendendo, secondo una serie di criteri, i prezzi più bassi praticati nelle gare d’appalto della specifica merceologia), può portare ad una ingiustificata distorsione dei prezzi e a ricadute negative non solo nel breve periodo.
Numerose le testimonianze dei rappresentanti delle associazioni promotrici, delle Istituzioni e delle organizzazioni invitate a dare un supporto concreto alla proposta di un reale confronto preventivo con il governo affinché le misure vengano condivise ed applicate nel modo più corretto e razionale possibile.
“Queste riduzioni di spesa -denunciano le organizzazioni- stanno portando e porteranno ad una riduzione dei livelli di fatturato e occupazionali, che per le imprese aderenti alle nostre organizzazioni stimiamo in alcune decine di migliaia di addetti. E’ evidente che questi tagli porteranno inoltre, in molte situazioni, ad una riduzione reale dei servizi ai cittadini, in un ambito di particolare delicatezza e sensibilità, sottoposto a riduzioni anche su altri fronti (medico e farmaceutico). Va inoltre sottolineato come, nell’ampia discussione che si svolge sui temi della riduzione della spesa a livello di mezzi di comunicazione e di opinione pubblica, spesso ci si focalizzi su aspetti più circoscritti e sfuggano aspetti che incidono invece pesantemente e ad ampio raggio sul piano delle aziende e dell’occupazione”.

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