La cooperativa Rafar Multiservice di Ravenna ha chiuso il 2025 con risultati significativi grazie al buon andamento del mercato del porto di Ravenna e del rafforzamento della propria presenza nel settore industriale. Con un volume d’affari di 20 milioni di euro, in crescita del 7,5%, la cooperativa di facchinaggio ha consolidato operatività e finanza puntando sull’innovazione e sulla valorizzazione dello staff. L’amministratore delegato, Rossano Bezzi, racconta cosa ha fatto la differenza per il 2025 e quali sono le prospettive per l’anno in corso.
Cosa ha trainato i buoni risultati del 2025?
“La crescita dipende dalla professionalità sviluppata dalla nostra squadra, oggi integrata di ulteriori operatori grazie all’ingresso nel settore delle pulizie industriali, e dal legame sempre più solido con il Porto di Ravenna: nel 2025 abbiamo aumentato i volumi con la committenza storica e stretto delle nuove partnership”.
Cosa ha spinto maggiormente l’attività nello scalo ravennate?
“Soprattutto la movimentazione merci e la logistica legata ai grandi comparti industriali. Il porto è sempre stato al centro dei nostri progetti di sviluppo e questa visione ha dato buoni frutti”.
Avete investito molto in nuovi mezzi, dai locotrattori ferroviari alle piattaforme. Perché questa scelta?
“Perché la sicurezza e l’efficienza non sono opzionali. Nuove attrezzature riducono i tempi operativi e ci rendono flessibili. È la base tecnica necessaria per accettare nuove commesse”.
A proposito di commesse, è arrivato l’accordo con Metalsider. Cosa rappresenta per voi?
“È un passo importante nel comparto industriale. Conferma che la nostra professionalità è riconosciuta da realtà di rilievo. Ogni nuovo contratto è un successo di tutta la squadra”.
Parliamo di numeri: 500 addetti, di cui 350 soci. Come gestite un organico così numeroso?
“Puntiamo tutto sulla condivisione e sulla formazione: solo nel 2025 abbiamo realizzato 3500 ore. Per i lavoratori stranieri, inoltre, abbiamo strutturato percorsi di affiancamento e integrazione. Oggi questa diversità di competenze è il nostro punto di forza. Il primo semestre 2026 però è dominato dall’incertezza economica”.
Cosa la preoccupa di più?
“L’inflazione alta e l’instabilità delle catene di approvvigionamento mondiali. Sono fattori imprevedibili che pesano sulla programmazione di tutte le imprese”.
Qual è la strategia per difendersi dalla crisi?
“Continuare a investire in qualità e sicurezza. Rispondiamo all’incertezza valorizzando e tutelando chi lavora sul campo e mantenendo i mezzi efficienti. L’obiettivo è proteggere l’occupazione e garantire stabilità alla cooperativa”.




