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venerdì 5 Giugno, 2026

Logistica e porto: il fatturato di Rafar sfiora i 20 milioni di euro

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Logistica e porto: il fatturato di Rafar sfiora i 20 milioni di euro

Intervista a Rossano Bezzi, amministratore delegato della cooperativa di servizi di Ravenna

La cooperativa Rafar Multiservice di Ravenna ha chiuso il 2025 con risultati significativi grazie al buon andamento del mercato del porto di Ravenna e del rafforzamento della propria presenza nel settore industriale. Con un volume d’affari di 20 milioni di euro, in crescita del 7,5%, la cooperativa di facchinaggio ha consolidato operatività e finanza puntando sull’innovazione e sulla valorizzazione dello staff. L’amministratore delegato, Rossano Bezzi, racconta cosa ha fatto la differenza per il 2025 e quali sono le prospettive per l’anno in corso.

Cosa ha trainato i buoni risultati del 2025?

“La crescita dipende dalla professionalità sviluppata dalla nostra squadra, oggi integrata di ulteriori operatori grazie all’ingresso nel settore delle pulizie industriali, e dal legame sempre più solido con il Porto di Ravenna: nel 2025 abbiamo aumentato i volumi con la committenza storica e stretto delle nuove partnership”.

Cosa ha spinto maggiormente l’attività nello scalo ravennate?

“Soprattutto la movimentazione merci e la logistica legata ai grandi comparti industriali. Il porto è sempre stato al centro dei nostri progetti di sviluppo e questa visione ha dato buoni frutti”.

Avete investito molto in nuovi mezzi, dai locotrattori ferroviari alle piattaforme. Perché questa scelta?

“Perché la sicurezza e l’efficienza non sono opzionali. Nuove attrezzature riducono i tempi operativi e ci rendono flessibili. È la base tecnica necessaria per accettare nuove commesse”.

A proposito di commesse, è arrivato l’accordo con Metalsider. Cosa rappresenta per voi?

“È un passo importante nel comparto industriale. Conferma che la nostra professionalità è riconosciuta da realtà di rilievo. Ogni nuovo contratto è un successo di tutta la squadra”.

Parliamo di numeri: 500 addetti, di cui 350 soci. Come gestite un organico così numeroso?

“Puntiamo tutto sulla condivisione e sulla formazione: solo nel 2025 abbiamo realizzato 3500 ore. Per i lavoratori stranieri, inoltre, abbiamo strutturato percorsi di affiancamento e integrazione. Oggi questa diversità di competenze è il nostro punto di forza. Il primo semestre 2026 però è dominato dall’incertezza economica”.

Cosa la preoccupa di più?

L’inflazione alta e l’instabilità delle catene di approvvigionamento mondiali. Sono fattori imprevedibili che pesano sulla programmazione di tutte le imprese”.

Qual è la strategia per difendersi dalla crisi?

“Continuare a investire in qualità e sicurezza. Rispondiamo all’incertezza valorizzando e tutelando chi lavora sul campo e mantenendo i mezzi efficienti. L’obiettivo è proteggere l’occupazione e garantire stabilità alla cooperativa”.

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