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lunedì 27 Luglio, 2026

Istruzione, crescita e welfare

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Istruzione, crescita e welfare

Le priorità di Luigi Marino, già presidente di Confcooperative, oggi candidato al Senato

Presidente Marino, dopo tanti anni alla guida di Confcooperative, la principale Associazione di rappresentanza delle cooperative italiane ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni politiche. Quali le ragioni principali di questa scelta?
«Ho maturato questa scelta perché voglio dare il mio contributo alla crescita del nostro Paese e credo che l’Agenda Monti sia una proposta responsabile, seria e credibile. In quest’ottica intendo adoperarmi per rinnovare la politica e i partiti e per introdurre i valori della sussidiarietà e della solidarietà realmente praticati che ho sostenuto per tanti anni nel movimento cooperativo italiano».
Quali sono in questa difficile congiuntura le priorità per garantire la crescita al nostro Paese e, più in generale, per rafforzare l’area dell’Euro?
«Nello scenario attuale è prima di tutto indispensabile garantire la stabilità della finanza pubblica senza la quale viene meno qualunque prospettiva di rilancio e sviluppo. Occorre poi provvedere a ridurre l’eccessivo carico fiscale che grava oggi su imprese e lavoratori. Per far questo è necessario puntare con sempre maggior decisione sulla lotta all’evasione e sulla diminuzione del debito pubblico così da arrivare ad una graduale rimodulazione di Irpef ed Irap ed in particolare dell’Imu sulla prima casa. Abbiamo bisogno di realizzare un patto tra fisco e contribuenti per ottenere un sistema più equo e sempre più orientato alla crescita. Un obiettivo realizzabile a patto che lo Stato sappia anche aumentare la competitività del sistema Italia (Istituzioni, Pubblica Amministrazione, Imprese…).  Ma non possiamo pensare soltanto al nostro Paese, dobbiamo spingere lo sguardo al di fuori dei confini nazionali impegnandoci per un’Europa più integrata e solidale, più democratica e meno lontana dai cittadini, più comunitaria e con meno individualismo. La scelta dell’Euro è stata giusta, ma la sua realizzazione è incompiuta. Gli Stati Uniti d’Europa sono per noi il punto di approdo necessario».
Per aumentare la competitività di un paese scuola, formazione e ricerca rivestono un’importanza di primo piano. Quali azioni intendete mettere in campo a questo proposito?
«L’istruzione rappresenta un altro pilastro fondamentale su cui poggia lo sviluppo del Paese e pertanto occorre investire innanzitutto sulle potenzialità, le competenze e la formazione del capitale umano, scommettendo sul merito. La scuola, la ricerca e l’università sono infatti i fattori chiave per il rilancio e possono consentire all’Italia di competere con successo sullo scenario internazionale».
E sul fronte del mercato del lavoro e del welfare, quale sarà la vostra linea?
«La riforma del mercato del lavoro ha introdotto il modello della flexsecurity che intende coniugare flessibilità e sicurezza. Bisogna completare il cammino di riforma, rettificando alcune misure. Alla luce dell’emergenza occupazionale, è necessario adottare un Piano per i giovani e politiche per conciliare le esigenze della famiglia e quelle del lavoro garantendo pari opportunità. In merito al welfare, il nostro modello attuale non è più sostenibile e richiede modifiche strutturali che mettano al centro la persona. Per un reale sostegno alla famiglia occorre un fisco adeguato con l’introduzione del Fattore Famiglia che tenga conto dei carichi di cura in base al numero dei componenti».
Due parole sulla semplificazione: se ne è parlato tanto negli ultimi tempi; tutte le forze politiche l’hanno invocata e promessa. Ma quale è realmente lo stato dell’arte e cosa pensate di fare per realizzare uno Stato davvero moderno?
«Lo snellimento della macchina burocratica comporterà una semplificazione normativa per rendere più agevole il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione. Affinché le Istituzioni possano essere sempre più efficaci ed efficienti si impone una revisione complessiva della seconda parte della Costituzione, riducendo il numero dei parlamentari e riformando il sistema bicamerale. Inoltre i cittadini devono tornare sovrani nella selezione della classe politica attraverso una legge elettorale che preveda l’espressione della preferenza. Il raggruppamento di varie forze che sostengono l’Agenda Monti dovrà dare avvio ad un percorso di costruzione di un partito dei riformisti in grado di sintetizzare culture diverse, ancorato ai valori fondamentali del popolarismo europeo e del patrimonio ideale della cultura cattolica, liberale e riformista, per favorire un nuovo rapporto tra società civile e politica».

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