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martedì 21 Luglio, 2026

Le richieste di Federcasse all’Europa

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Le richieste di Federcasse all’Europa

«La UE tuteli la specificità del Credito Cooperativo. No all'applicazione di norme europee omologatrici»

L’Ue, nel ridisegnare il sistema finanziario Ue, deve tenere presente la diversità al suo interno e tutelare le specificità delle piccole banche cooperative, che hanno aiutato famiglie e imprese durante la crisi. È il messaggio portato a Bruxelles da Federcasse, in occasione di un incontro organizzato dall’Associazione europea delle banche cooperative.
«Le banche cooperative, in Italia ed in Europa, non hanno contribuito alla crisi finanziaria e stanno sostenendo famiglie e imprese durante questo difficile periodo», anzi, hanno avuto un «ruolo positivo e stabilizzante sul sistema finanziario», ha affermato il vice-presidente di Federcasse Augusto dell’Erba, che proprio per questo ha chiesto che le nuove regole Ue tengano «conto delle peculiarità e delle caratteristiche del modello cooperativo così come si è sviluppato in Europa».
«Sfortunatamente, però, ha aggiunto il direttore generale di Federcasse Sergio Gatti, «la futura regolamentazione potrebbe indebolire anziché rafforzare questo modello bancario» – come per esempio quella sulla risoluzione -, perché metterebbe un peso «ingiusto» e sproporzionato, ha aggiunto dell’Erba, proprio sulle banche non sistemiche, «come se un piccolo impianto fotovoltaico dovesse avere le stesse misure di sicurezza di una centrale nucleare solo perché ambedue producono energia». Da qui la richiesta a Bruxelles di Federcasse perché la legislazione comunitaria «tuteli e promuova la biodiversità nell’industria bancaria, riconoscendo le specificità delle banche di credito cooperativo” evitando una “omologazione secondo norme sproporzionate e ingiuste».

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