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sabato 18 Aprile, 2026

A Imola apre il ristorante popolare

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A Imola apre il ristorante popolare

Un'iniziativa promossa dalla Cooperativa Cristiani Lavoratori e dalla società San Vincenzo de' Paoli con il contributo della Bcc ravennate e imolese

Sono stati presentati questa mattina i rinnovati locali del Ristorante Popolare di Imola, promosso dalla Lavoratori Cristiani Imola soc. coop. e dalla Società San Vincenzo de’ Paoli.

Nell’occasione è stato consegnato il contributo stanziato dalla BCC ravennate e imolese a favore dell’iniziativa, per un migliaio di buoni pasto che l’associazione gestirà a favore dei più bisognosi.
La BCC ravennate e imolese interviene a Imola, nel corso del corrente anno, a sostegno di diverse realtà appartenenti al mondo della solidarietà sociale: una di queste è il Ristorante Popolare ACLI..
La scelta della banca per il 2014 è stata quella di dare sostegno alle famiglie più bisognose e di investire sulla solidarietà – visto il periodo particolarmente difficile dal punto di vista sociale –  devolvendo quanto veniva stanziato per la “Festa di Piazza Matteotti”, che tradizionalmente offriva nel mese di settembre a tutta la città.

La Cooperativa Lavoratori Cristiani fu costituita nel 1949, il 10 dicembre, ed ebbe origine il ristorante popolare come risposta creativa ai bisogni delle famiglie.
Il periodo post bellico, con le lacerazioni e le macerie che aveva lasciato nel territorio e nei cuori, fu terreno di coltura di molteplici attività di solidarietà creativa. Il ristorante allora inventò quello che oggi chiamiamo “Asporto”: cioè la possibilità di venire a riempire la propria pentola e portare a casa il cibo per la famiglia. Chi aveva i mezzi pagava qualcosa in più, per chi non disponeva nemmeno di una lira: una primissima forma di “caffè sospeso”.
Poi negli anni ‘60, con il benessere incipiente, l’affetto di molte famiglie memori dell’aiuto ricevuto nel momento del bisogno, lo trasformò nel ristorante dove festeggiare le nozze dei figli, le ricorrenze famigliari e le feste. La sopraggiunta ricchezza ne vide un parziale declino.
La gestione del ristorante è, a tutt’oggi, in capo alla Cooperativa Lavoratori Cristiani che si regge nel più assoluto volontariato gratuito: nessuno percepisce né gettoni né rimborsi.
Il prof. Buscaroli in tanti anni di gestione, scelse di rivolgere il servizio alle categorie sociali più bisognose ed emarginate. Questa attività non è mai cessata.
Oggi presentiamo la nuova versione del ristorante: tutti gli impianti sono stati rinnovati e messi a norma, le attrezzature di cucina sono state sostituite e siamo pronti per una nuova partenza.
Lungo la strada abbiamo incontrato importanti sostenitori che ringraziamo.
La Caritas, che organizza tutte le attività caritative e assistenziali della Diocesi e si occupa della distribuzione dei Buoni Pasto e che ha contributo donando 800 buoni, la Società San Vincenzo de Paoli che paga 800 pasti all’anno ai più bisognosi e fornisce i volontari per il servizio, l’Ass.ne Don Orfeo Giacomelli che ha contribuito con 15.000 Euro all’acquisto delle attrezzature della cucina e che si è fatta carico di 800 pasti all’anno, la Coop. Cefla che ha donato tutte le scaffalature necessarie all’allestimento dei magazzini.
Questa cultura “del dare” è un fattore silenzioso ma concreto di coesione sociale.
Oggi è decisivo, stante la crisi che attanaglia il paese, recuperare la cultura degli anni della ricostruzione, di cui il ristorante costituisce una memoria storica.
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