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venerdì 17 Aprile, 2026

A Rimini centinaia di persone in cammino per “Io Valgo”

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A Rimini centinaia di persone in cammino per “Io Valgo”

Si è svolta il 5 settembre sul lungomare la manifestazione dedicata alla persone con disabilità nell’ambito degli eventi in memoria di don Oreste Benzi

Cura, fiducia e accessibilità sono state le parole chiave dell’edizione 2025 di “Io Valgo”, la manifestazione nazionale per promuovere la partecipazione delle persone con disabilità, organizzata a Rimini il 5 settembre dalla cooperativa sociale La Fraternità e dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, nell’ambito degli eventi per festeggiare l’anniversario del fondatore don Oreste Benzi.

“Grazie a tutti i ragazzi e le ragazze che frequentano i nostri centri e alle loro famiglie, alle associazioni e cooperative del territorio presenti, a chi ha letto la propria testimonianza, al comune di Rimini perché la Spiaggia ‘libera tutti’ che ci ha accolti è un sogno che si realizza, un sogno di inclusione, il sogno di una società capace di arricchirsi grazie alle diversità” ha detto Francesca Palmieri, vice-presidente della cooperativa La Fraternità, accogliendo i partecipanti alla fine della sfilata che ha attraversato il lungomare di Rimini, da piazzale Kennedy alla spiaggia numero 1, guidata e condotta dall’attore Mirco Gennari.

Ad aprire la giornata, gli interventi di Kristian Gianfreda, assessore alle Politiche per la salute, Protezione Sociale, Politiche per la casa del Comune di Rimini, e di Filippo Borghesi, assessore ai Servizi alla persona, Inclusione e innovazione sociale, Welfare di comunità e social housing del Comune di Santarcangelo di Romagna (RN).

Tra i momenti più toccanti, le testimonianze che hanno declinato l’idea “Io Valgo” raccontando il proprio vissuto: Enzo Moretti ha 25 anni ed è di Santarcangelo. Come ha spiegato il padre, Luca, “con Enzo Gesù ci ha fatto una sorpresa. È un ragazzo con la sindrome di down”. Lui ha raccontato: “Lavoro alla Decathlon e faccio il commesso. La mia sveglia suona alle 06:30 e per andare a lavorare prendo due autobus. Sono contento dei miei colleghi perché mi insegnano a sistemare i prodotti nelle corsie. A loro posso chiedere aiuto quando ho un problema.  Mi piace servire la gente e stare in contatto con i clienti. In questi anni ho imparato come dare le informazioni sui miei prodotti e dove stanno”. Deborah, invece, ha 38 anni ed è originaria della Toscana. Oggi vive in una delle case-famiglia dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII dall’adolescenza e lavora in un asilo nido. Ha letto una testimonianza scritta di suo pugno: “Il mio desiderio più grande è sempre stato quello di lavorare con i bambini. Due anni fa i miei genitori mi hanno proposto un tirocinio formativo, perché ero più matura e potevo fare lavori da adulta. Sono contenta del cammino che ho fatto in questi anni”.

Arrivati alla Spiaggia Libera Tutti, completamente accessibile e progettata per accogliere ogni persona, la manifestazione si è chiusa in musica, con una coreografia che ha visto protagoniste tante persone che frequentano i centri socio-educativi e socio-occupazionali della cooperativa sociale La Fraternità.

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