Con un fatturato di oltre 170 milioni di euro e servizi in 14 regioni italiane, il consorzio di servizi Ciclat è una delle realtà più influenti in Italia nei comparti del facility management – dalle pulizie alla security – e della logistica. Nato nel 1953, Ciclat conta oggi 89 imprese e cooperative consorziate e sviluppa un fatturato aggregato di oltre 1 miliardo di euro. Il direttore generale Cesare Bagnari fa il punto sull’andamento 2025 e sugli obiettivi dei prossimi mesi di lavoro.
Partiamo da un bilancio dell’anno che si è appena concluso…
“È stato un anno particolarmente positivo. Negli ultimi mesi abbiamo chiuso diverse convenzioni nell’ambito degli accordi quadro acquisiti nell’ultimo biennio, in particolare relativi a importanti gare Consip. Questi accordi con la centrale di committenza nazionale si sono tradotti in convenzioni attive con numerosi enti, specialmente nel settore delle pulizie. È un lavoro che ha fatto crescere i volumi e ci offre prospettive di consolidamento per i prossimi due o tre anni”.
Oltre al settore pulizie, ci sono altri comparti in crescita?
“Registriamo ottimi risultati anche nel settore logistico. In particolare, l’attività nel porto di Ravenna continua a darci molte soddisfazioni, con volumi in costante aumento. Tuttavia, non posso nascondere una difficoltà che accompagna da tempo il consorzio e quasi tutte le nostre consorziate: il reclutamento di personale. È un problema che ci impedisce di dare risposte a tutto il lavoro che avremmo effettivamente disponibile sul mercato”.
Guardando al 2026, quali sono i prossimi obiettivi?
“Il nostro obiettivo primario è integrare competenze che vadano oltre i core business storici. Vogliamo muoverci sempre più verso gli hard service rispetto ai soft service, puntando sulla gestione integrata del facility management. Questo significa occuparsi della manutenzione e della gestione completa degli edifici, con un focus specifico sulla manutenzione predittiva e sull’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei processi gestionali”.
Come approccerete questa trasformazione tecnologica?
“Al momento lavoriamo soprattutto realizzando Ati (Associazioni temporanee di impresa) con altre realtà ma la nostra natura consortile ci spinge a fare un passo avanti. Vogliamo ampliare la nostra base sociale includendo stabilmente soggetti specializzati proprio negli hard service. Solo così potremo rispondere in modo organico e completo alle esigenze sempre più complesse del mercato dei servizi”.




