«Dobbiamo far diventare l’agroalimentare italiano un pezzo fondamentale dell’economia di questo Paese e stiamo lavorando al fianco di chi crede in questo settore». In tutti i Paesi europei dove c’è una buona cooperazione c’è un agroalimentare forte. «Siamo qui anche per dire che in questi 12 mesi abbiamo fatto molto. Il futuro della Calabria passa da un’agricoltura fatta di innovazione e capacità di investimento, come la realtà che visitiamo oggi». Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, a margine della presentazione a Castrovillari del Piano frutticolo di riconversione del gruppo Osas – Campoverde e dell’accordo strategico con il gruppo Agrintesa-Alegra, riguardanti la produzione di pesche e kiwi.
Martina e Gardini in visita alla cooperativa Osas
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Martina e Gardini in visita alla cooperativa Osas
«In tutti i Paesi europei dove c'è una buona cooperazione c'è un agroalimentare forte».
«Dobbiamo avere un fortissimo legame con la legalità – afferma il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini – lo dico e lo ripeto in continuazione, e mi sono fatto anche molti nemici per questo, che non c’è spazio nella cooperazione per chi vuole operare al di fuori della legalità, per non rovinare decenni di sana cooperazione italiana. Non si possono tollerare queste cose, chi esce dalla legalità è fuori dall’Alleanza delle Cooperative, mentre su progetti seri come questi bisogna investire. Osas è il riconoscimento a chi non si chiude in casa, ma si assume la responsabilità di valorizzare il proprio territorio. Qui le risorse sono state ben utilizzate per sviluppare e innovare l’imprenditoria cooperativa della Calabria. Casi come Osas è l’esempio più eclatante di buona imprenditoria cooperativa e quindi la miglior risposta alle false cooperative».
Camillo Nola – presidente di Confcooperative Calabria – pone l’accento sulla risposta delle imprese cooperative contro il difficile contesto sociale ed economico calabrese e sul ruolo delle istituzioni locali, nazionale e comunitarie. «Per essere competitivi si devono concretizzare, oltre a quelle economiche, anche altre condizioni: innanzitutto parlo del contesto ambientale, e in Calabria quando diciamo contesto dobbiamo avere come bussola la legalità. Lo Stato deve essere presente e percepito in tutta la regione. Un altro elemento importante è la consapevolezza che viviamo in un contesto mondiale dove gli investimenti agricoli sono stimolati e tutelati in tutto il mondo, forse meno nell’Unione Europea e in Italia. Fare investimenti agricoli è complesso, per questo è importante che le istituzioni siano attenti alle esigenze e ai tempi delle imprese». Perché le cooperative agricole calabresi possano contribuire alla riduzione del tasso di disoccupazione in un territorio difficile come la Calabria è necessario un contesto legislativo favorevole. «Non dobbiamo tornare indietro, ma da parte dei nostri partners ci sono politiche di protezionismo che ci danneggiano. Bene la tracciabilità, ma attenzione al dumping che è sempre dietro l’angolo».
Camillo Nola conclude con un accenno al problema “dilagante” delle cooperative spurie «Devono essere colpite con durezza e noi come ente di rappresentanza non ci tireremo indietro se ce le troveremo accanto. Dobbiamo tutelare gli uomini e le donne che non hanno voluto usare scorciatoie e vivono la cooperazione in maniera sana e costruttiva».




