“Anche quest’anno, come già il 2016, si apre con un dato stimolante per quel che concerne le superfici agricole dei nostri associati reinvestite a frutteto – commenta Raffaele Drei, presidente della cooperativa Agrintesa -. L’anno scorso ci fu un 2% in più e nel 2017, dai primi dati emersi, dovremmo essere di fronte ad 1-1,5%. Risultati che attendevamo da anni e che evidenziano una ritrovata vitalità in campagna dopo anni di stallo o di decrescita”. Ciò che dà ancora maggiore soddisfazione alla cooperativa è che il dato in questione è in controtendenza rispetto all’andamento nazionale e regionale, caratterizzati ancora dal segno meno.
Ortofrutta in Romagna: aumentano le superfici coltivate
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Ortofrutta in Romagna: aumentano le superfici coltivate
I primi dati raccolti dalla cooperativa Agrintesa parlano di una crescita dell'1,5%, un risultato in controtendenza rispetto all'andamento nazionale. In pole kiwi, noce, albicocco e pero
Tra le specie che registrano incrementi di superficie coltivata vi sono il kiwi, con diverse conversioni varietali in atto; il noce, che continua il percorso di crescita all’interno della base sociale di Agrintesa; l’albicocco e il pero. “Quest’ultimo dopo anni di stabilità ha registrato un impennata di nuovi impianti – sottolinea Drei – dovuti probabilmente all’effetto trainante del consorzio Opera. Per quanto riguarda le altre cultivar l’andamento è pressoché costante, ad eccezione del pesco che mostra ancora un saldo negativo, anche se è in atto anche in questo comparto una riconversione varietale importante”.
Oltre all’ aumento di superfici c’è un altro dato che mostra un incremento importante per la cooperativa faentina: l’adesione di nuove aziende, ed in particolare di aziende interessate al comparto biologico. “In molti casi abbiamo davanti produttori già in possesso di tutte le certificazioni necessarie alle produzioni biologiche – specifica il presidente -, in altri si tratta di aziende interessate ad una riconversione dei loro impianti verso colture bio”.
“Questi primi segnali positivi – prosegue – sono la conferma che la cooperativa sta andando nella giusta direzione in termine di innovazione e che l’assistenza e la capacità propositiva dell’ufficio tecnico agronomico riesce a fare la differenza e a qualificare maggiormente la nostra compagine”.
In ultima analisi, per quanto riguarda i consumi dei prodotti invernali, risulta buono l’andamento del kiwi e in ripresa, dopo un periodo di stallo, quello delle pere. “A preoccupare di più – conclude Drei – è la situazione delle mele, soprattutto per quanto riguarda le cultivar più tradizionali non legate a particolari brand. L’alta produzione registrata nel 2016 e la chiusura del mercato russo, con conseguente immissione del prodotto polacco nei nostri mercati, hanno, infatti, contribuito a creare un’offerta nettamente più alta della domanda”.




