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giovedì 16 Luglio, 2026

Idrologica: le novità

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Idrologica: le novità

Alcune importanti innovazioni per l'allevamento e l'irrigazione

Da un paio d’anni il settore vitivinicolo sta dando discrete soddisfazioni agli agricoltori, anche grazie alle nuove tecnologie a disposizione.
Ora ci sono alcune novità nel campo dell’impiantistica, e dell’irrigazione, proposte da Idrologica e Consorzio Agrario di Ravenna.
Per saperne di più abbiamo interpellato due tecnici, Filippo Venturi del settore impianti di Idrologica e Endrig Alpi del settore servizio e sviluppo del Consorzio Agrario di Ravenna.
A Venturi chiediamo di illustrarci le proposte sui nuovi impianti di vite: “Per le forme di allevamento più utilizzate
nel nostro territorio, Guyot e Cordone speronato, proponiamo di usare per le strutture di sostegno, i pali in ferro al posto di quelli in cemento. I primi sono molto collaudati nella zona collinare, mentre nella zona di pianura c’era l’orientamento di usare i pali in cemento perché ritenuti più robusti, dovendo sostenere
produzioni più elevate rispetto ai vigneti di collina, ora invece i pali in ferro stanno prendendo piede anche in pianura. Il loro impiego, consente un notevole risparmio economico nella fase di montaggio, (anche se ne servono di più per ettaro). Infatti sono già dotati degli accessori per l’aggancio dei fili, poi pesano molto meno di quelli di cemento ed una sola persona ne può maneggiare più di uno alla volta, mentre servono più persone per operare con un solo palo di cemento. Anche la raccolta meccanizzata, oggi diffusissima, è agevolata col palo in ferro grazie alla sua elasticità,
consentendo di non lasciare uva vicino ad esso. Naturalmente, per chi li preferisce, i pali di cemento si usano ancora mentre è ormai di più raro impiego il palo in legno. Per quanto riguarda i fili, ora si usano sempre di più quelli in lega di zinco e alluminio, in quanto hanno la caratteristica di essere molto stabili, non si allungano col tempo e non hanno
problemi di tensionamento per tutta la durata dell’impianto, che è di circa 20/25 anni.”
A Endrig Alpi, invece, chiediamo di illustrarci le ultime novità sulle tecniche di allevamento e di irrigazione: “Proponiamo una modifica al Guyot classico, chiamata “Doppio Archetto”, utilizzando un secondo filo posizionato 20/30 cm. sotto il filo portante, così da imprimere, durante la potatura, una curvatura ai tralci produttivi che tramite legatura, vengono fissati a questo secondo filo sottostante. Questo sistema vendemmiabile a macchina, permette una minore sovrapposizione dell’uva e quindi minori problemi di marciume, una migliore maturazione, perché l’esposizione al sole è uniforme, aumenta anche la quantità dell’uva prodotta, in quanto il sistema permette di lasciare più sarmenti con qualche gemma in più. Veniamo all’irrigazione: ora c’è la possibilità, con un sistema chiamato TDR, di monitorare
l’esatta umidità del terreno e regolare l’irrigazione modulando la quantità d’acqua somministrata alla vite, sia in termini di tempistica, sia in termini di volumi di acqua. Con questo sistema, che utilizza tre sonde a diverse profondità nel
terreno (20 40 e 60 centimetri) si ha il monitoraggio continuo dell’umidità e si può decidere quando e quanto irrigare, consentendo di avere un risparmio idrico rispetto ad un sistema di irrigazione convenzionale.”

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