Prosegue l’interesse dell’Oriente per il modello cooperativo emiliano-romagnolo: alla fine di ottobre, infatti, un’ampia e qualificata delegazione sud coreana ha incontrato i dirigenti della Confcooperative regionale per approfondire la conoscenza del sistema di imprese che fa capo all’organizzazione (1.700 cooperative, 72.300 addetti, 275.000 soci, 13.000 milioni di euro di fatturato). Si tratta di una nuova tappa dell’interessante “gemellaggio” avviato già alcuni anni fa con questo paese, che oltre ad essere una delle principali economie del continente asiatico negli ultimi tempi sta registrando un forte sviluppo delle imprese cooperative.
La Corea del Sud ‘incontra’ la cooperazione emiliana
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La Corea del Sud ‘incontra’ la cooperazione emiliana
Una delegazione ha incontrato i dirigenti di Confcooperative e visitato alcune importanti strutture
Dopo il momento di approfondimento della realtà associativa, gli ospiti sud coreani hanno visitato due importanti strutture di Confcooperative regionale iniziando con SIGMA, cooperativa di distribuzione presente sul mercato italiano con oltre 2.200 punti vendita appartenenti a 11 Centri Distributivi.
La delegazione asiatica ha poi visitato un supermercato SIGMA, a Bologna, dove hanno potuto verificare direttamente le caratteristiche dei prodotti proposti al consumatore e le dettagliate informazioni riguardanti caratteristiche nutrizionali, provenienza e utilizzo.
Partiti da Bologna e spostatisi lungo la Via Emilia, i sud coreani sono poi arrivati alla cooperativa Ceramiche di Imola, dove, accompagnati da Matteo Collina e dal vice presidente Stefano Santi, hanno avuto modo di conoscere l’interessante storia di questa importante azienda nata nel 1874, quando Giuseppe Bucci cedette ai propri operai la fabbrica di stoviglie e maioliche. È nata così la più antica Cooperativa di Produzione e Lavoro d’Italia, una realtà produttiva animata, fin dagli albori, da passione e volontà di progresso. Nel 1913 l’azienda decise di dedicarsi alla produzione di piastrelle e rivestimenti, realizzando quel connubio ideale di estetica e tecnologia che oggi, come ieri, è racchiuso nel marchio di ImolaCeramica e sintetizzato dall’ape laboriosa. La delegazione ha successivamente potuto visitare il Museo G. Bucci, un Centro di documentazione storico-artistica, realizzato in una vetreria del settecento ristrutturata, che racconta oltre 130 anni di vita aziendale portando il visitatore, attraverso lo sguardo sulle opere, ad immedesimarsi nella realtà produttiva, sociale e territoriale a cui Cooperativa Ceramica d’Imola appartiene da sempre.




