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martedì 21 Aprile, 2026

Cooperative spurie in provincia di Ravenna

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Cooperative spurie in provincia di Ravenna

Dal sociale alla ristorazione, dalla logistica ai trasporti, le irregolarità sul lavoro sono in continuo aumento, soprattutto in seguito alla crisi

“Ammonta all’incirca al 52% la percentuale di irregolarità riscontata nell’ambito delle attività di vigilanza svolte dalla Direzione Territoriale del Lavoro di Ravenna, in seguito alle segnalazioni ricevute, specificatamente al settore cooperativistico.” Con queste parole Raffaella Anna D’Atri, direttrice ad interim della Dtl di Ravenna, riassume il fenomeno delle cooperative spurie presenti sul nostro territorio.
In che settori si riscontra il maggior numero di illegalità?
“Gli ambiti lavorativi in cui abbiamo registrato un numero maggiore di illegalità sono la logistica e i trasporti, le pulizie e l’assistenza domiciliare.”
Quali sono le irregolarità più commesse?
“Le irregolarità maggiormente riscontrate concernono la mancata o non corretta applicazione delle previsioni contenute nei contratti collettivi nazionali del lavoro e riguardano in massima parte l’errato inquadramento contrattuale dei lavoratori. Per esempio, riscontriamo di frequente il fenomeno dei lavoratori inquadrati come ‘autonomi’ ma che in realtà svolgono attività di lavoro subordinato.”
Qual è il vostro ruolo nello specifico?
“Presso la Direzione territoriale del lavoro di Ravenna opera l’Osservatorio permanente sulla cooperazione, istituito nel 2007 a seguito del protocollo di intesa sottoscritto a livello nazionale tra Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Ministero dello Sviluppo economico, e dalle centrali cooperative Agci, Confcooperative e Legacoop. L’Osservatorio si riunisce periodicamente con la finalità di fornire elementi utili per l’attività ispettiva, così da renderla più efficace nel contrasto delle irregolarità. Gli incontri periodici offrono sicuramente utili elementi per la successiva programmazione dell’attività ispettiva.”
Cosa possono fare le imprese che agiscono nella legalità per contrastare il fenomeno?
“Possono segnalare le irregolarità riscontrate al nostro Osservatorio oppure al Ministero dello Sviluppo economico.”

Antonio Buzzi, presidente consorzio Solco Ravenna
Per quel che concerne l’illegalità nel settore dei servizi sociali va fatta una distinzione tra i servizi pubblici e quelli privati: “Nei primi – spiega Antonio Buzzi, presidente consorzio Sol.Co Ravenna – c’è un altissimo controllo degli enti pubblici e quindi le cooperative o le imprese che agiscono nell’illegalità non trovano spazio d’azione. Nella sfera del privato, invece, l’illegalità è dilagante, soprattutto nei rapporti diretti con le famiglie, quindi per i servizi come l’assistenza domiciliare, il badantato etc. In questo ambito il mancato rispetto dei contratti nazionali del lavoro o delle normative vigenti è tale da rendere impossibile il realizzarsi di un servizio ben strutturato e legale, in quanto è difficile riuscire a competere con gli stipendi dati in ‘nero’. Ultimamente assistiamo, inoltre, all’aumento sempre più preponderante di cooperative sociali che di sociale non hanno niente. Sono imprese che agiscono anche sul nostro territorio, ma che spesso provengono da altre parti d’Italia, dove i controlli sono meno severi. Un fenomeno in aumento perché sono in aumento il bisogno e la domanda e finché non ci sarà un’opera di normalizzazione sarà impossibile dare risposte più strutturate e regolari.”

Rossano Bezzi, presidentre Federlavoro e Servizi Confcooperative Ravenna
“Non chiamiamole cooperative, sono imprese irregolari che usano il nome cooperativa snaturandone completamente il significato.” Questo il commento di Rossano Bezzi, cooperativa Rafar e presidente provinciale Federlavoro e servizi, sul fenomeno delle cooperative spurie, “imprese – continua – che
vincono appalti e si aggiudicano lavori grazie allo sfruttamento della manodopera con metodi illegali, fino ad arrivare a situazioni di caporalato. I lavoratori, soci solo per modo di dire, non partecipano a nessuna assemblea né alla vita decisionale delle stesse società, sono lavoratori sfruttati con salari e regimi  contributivi, in scontro con le normative nazionali del settore. La situazione è più grave di quanto non si possa immaginare e chiediamo con forza l’intervento delle istituzioni preposte alla vigilanza ed al controllo per debellare questo ‘male imprenditoriale’ al fine di salvaguardare il sistema economico territoriale.”

Giampaolo Donati, presidente cooperativa Cotras Faenza
“Con il perdurare della crisi, aumentano le cooperative spurie e nelle zone di Ravenna, Imola e Rimini lo hanno fatto notevolmente.” A lanciare l’allarme è Giampaolo Donati presidente di Cotras.
Il settore è quello della logistica industriale dove le cooperative spurie stanno dilagando perché, continua Donati, “Più si impoverisce il territorio, più le aziende riducono le spese per riuscire a rimanere sul mercato” e quindi si affidano alle cooperative spurie, più economiche, provenienti per la maggior parte da fuori Regione, soprattutto dal milanese, e sulle quali pendono dubbi di criminalità organizzata. Queste aziende sono tutte in grado di operare, anche per periodi lunghi, con tariffe molto al di sotto del contratto collettivo. Inoltre, non essendo cooperative capitalizzate, quando entrano sotto i controlli degli organi di legge, preferiscono chiudere e aprire da un’altra parte. “Come conseguenza – conclude il presidente di Cotras – alcune cooperative tradizionali hanno messo in piedi uno stato di crisi continuato, anche per sei o otto anni, per rimanere competitive, il tutto a danno delle cooperative che continuano a lavorare legalmente.”

Marco Placci, direttore cooperativa Gemos Faenza
“La partecipazione agli appalti pubblici o privati di società cooperative così dette spurie, che perseguono obiettivi fuori legge, sta prendendo sempre più piede anche nel nostro territorio”, afferma Marco Placci, direttore Gemos. “Oggi ad incidere maggiormente nella scelta di un’offerta è sempre una valutazione economica e le cooperative spurie riescono ad offrire lavori a prezzi per noi impossibili, aggiudicandosi così moltissime gare d’appalto. Gemos applica ai propri lavoratori della ristorazione il contratto di ‘turismo, pubblici esercizi’, sicuramente più oneroso rispetto ad altre forme contrattuali che però non potrebbero essere applicate ad appalti per la ristorazione. Le cooperative spurie assumono personale con contratti che esulano dall’effettiva mansione svolta dal lavoratore, infatti spesso avviene che vengano prese in considerazione offerte di cooperative con addetti assunti con un contratto che va bene per il settore delle pulizie. C’è necessità di un maggiore controllo da parte degli organi preposti, perché con la crisi degli ultimi anni il fenomeno è aumentato notevolmente in tutta Italia ed anche nel nostro territorio.”

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