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giovedì 16 Luglio, 2026

Incontro tra i vertici regionali e la coop sociale

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Incontro tra i vertici regionali e la coop sociale

I settori sociali delle tre centrali cooperative hanno incontrato ieri (3 dicembre) gli assessori regionali Lusenti e Marzocchi per esaminare le conseguenze della diminuzione dei trasferimenti pubblici

Esaminare le conseguenze della sensibile diminuzione dei trasferimenti pubblici nazionali e dei provvedimenti governativi di risparmio della spesa pubblica sul bilancio sanitario regionale e sui servizi socio-sanitari per il 2013: con questo obiettivo i presidenti delle Centrali Cooperative Agci, Confcooperative e Legacoop dell’Emilia Romagna, di Federazionesanità e di Federsolidarietà hanno incontrato l’Assessore alle Politiche per la Salute Carlo Lusenti, il Direttore Generale alla Sanità e alle Politiche Sociali Tiziano Carradori e l’Assessore regionale alle Politiche Sociali Teresa Marzocchi. In questa occasione, i rappresentanti della Regione hanno illustrato le voci del bilancio regionale preventivo 2013. A tale proposito, Lusenti ha ricordato che nel 2013 la Regione Emilia Romagna riceverà dal Fondo Sanitario Nazionale 410 milioni di euro in meno rispetto al 2012 su un  Bilancio Sanitario regionale di 9 miliardi di euro, che corrispondono a circa il 70% del bilancio complessivo regionale, di poco superiore ai 13 miliardi di euro. Questi forti tagli verranno compensati dalla Regione con risorse proprie per 150 milioni. Mentre rimangono altri 260 milioni da recuperare mediante la riduzione dei costi del sistema.  “Per ovviare a questa contrazione dei trasferimenti – ha dichiarato Lusenti – non aumenteremo tasse e ticket, ma interverremo su altre fronti. Innanzitutto, riallineeremo le tariffe ospedaliere regionali alla tariffa unica nazionale, poi adotteremo una maggiore stratificazione delle tariffe specialistiche e diagnostiche (saranno suddivise in 3 fasce, mentre fino ad oggi sono sempre state 2). Opereremo una limitazione del turn over del personale (fra il 50% e il 70%), ottenuto anche attraverso l’eliminazione delle sostituzioni per le assenze lunghe (maternità, ecc…), e con particolare rigore nel comparto amministrativo, prestando la massima attenzione ad intaccare il meno possibile i servizi di cura. Vi sarà una verifica sulle convenzioni con MMG, pediatri di libera scelta e specialisti. Infine, applicheremo scrupolosamente la spending rewiew, che prevede sia nel 2012 che nel 2013 la diminuzione del 5% della spesa per la fornitura di beni e servizi non socio-sanitari”.
Di fronte a tale scenario, la cooperazione ha chiesto di aprire uno spazio di lavoro e di riflessione sul ruolo e il contributo di innovazione che può portare e proporre in questa particolare situazione e di definire, di conseguenza, nuove e più ampie collaborazioni.
I principali cantieri indicati dalla cooperazione possono essere così sintetizzati:
• sviluppare progettualità tra pubblico e privato su aree e funzioni sanitarie e socio-sanitarie comunque da rivisitare, sia in termini di flessibilità che di onerosità per il sistema pubblico;
• concorrere per riorganizzare la continuità assistenziale e le cure residenziali e domiciliari post acuzie;
• promuovere l’associazionismo di medici di medicina generale per sviluppare attività nell’ambito delle cure primarie e della medicina di territorio (la cooperazione può concorrere a dare più valore aggiunto alle convenzioni);
• prevedere un intervento della cooperazione sanitaria e di servizi sanitari su sanità leggera, case salute/centri cura primarie, odontoiatria;
• favorire la realizzazione, da parte della cooperazione, di progetti e strumenti/soluzioni nell’area dei servizi mutualistici e della sanità integrativa.
La cooperazione sociale e sanitaria ha anche dimostrato di essere all’altezza degli standard e capace di gestire servizi complessi, oltre ad assicurare convenienza, nel settore dei servizi volti alle persone con patologie psichiche e psichiatriche.
È inoltre in grado di realizzare progetti congiunti di housing sociale (disabilità, anziani, psichiatria, ecc…) e di implementare la gestione della cooperazione dei servizi per la non autosufficienza (il bilancio di sostenibilità è favorevole alla cooperazione rispetto alla lungo degenza).
L’Assessore Carlo Lusenti e il Direttore Generale Tiziano Carradori hanno risposto a queste proposte sottolineando che è urgente lavorare a concrete idee progettuali, e su questo piano il contributo della cooperazione sarà senz’altro gradito, è necessario trovare modalità di lavoro istruttorio e preliminare che si collochi su una prospettiva di medio periodo. Le situazioni di lunga permanenza in ospedale si spiegano con l’assenza di forme di recupero sociale o altra soluzione socio-sanitaria e assistenziale e in questo ambito secondo i dirigenti della Regione c’è spazio per nuove e diverse soluzioni e collaborazioni con soggetti gestori, quali la cooperazione sanitaria. Lusenti e Carradori hanno poi aggiunto che per la non autosufficienza nel Decreto “Balduzzi” (ora legge) esistono aspetti interessanti che possono prefigurare forme di collaborazione e che si possono fare verifiche volte ad individuare possibili aree di collaborazione anche nei processi di decentramento e diversificazione gestionale dei servizi ospedalieri. Gli ospedali di comunità, ad esempio, possono diventare oggetto di forme di gestione diverse.
Alla luce di queste considerazioni vi sono gli elementi per avviare un tavolo tecnico di confronto ed individuare aree e funzioni di intervento che includano anche l’apporto del mondo della cooperazione e su questi avviare la progettazione. Il prossimo incontro delle delegazioni su questi temi di terrà il 10 dicembre.
Nel corso dell’incontro la Regione ha anche aggiunto un breve aggiornamento sul bilancio sociale, che ha valori ben diversi da quello sanitario (40 milioni di euro di risorse proprie della Regione) e soffrirà una diminuzione di 6 milioni sostanzialmente dovuta ai minori trasferimenti nazionali.
Per quanto concerne il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, gli assessori Lusenti e Marzocchi  hanno confermato un importo pari a quello dell’anno in corso a cui sperano di aggiungere altri 15 milioni provenienti dalla quota parte dello stanziamento previsto sul Fondo nazionale che pare essere di 200 milioni (oltre ad altri 200 destinati agli ammalati di SLA). Infine, è stato ricordato che è all’esame degli uffici competenti della Regione ER anche il nuovo decreto sui tempi di pagamento.

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