Celebrare 75 anni di attività significa ripercorrere tre quarti di secolo di storia e sacrifici. Per la Cmcf, cooperativa edile faentina che nel 2025 ha tagliato questo traguardo, significa anche ricordare chi “l’ha fatta davvero”, dagli albori del 1950 agli anni Ottanta.
A raccontare l’epopea – di seguito ricostruita grazie alle sue memorie – è stato Antonio Lombardi (1928-2017), Maestro del Lavoro e uno dei primi soci della cooperativa.
1950: dalla dissoluzione nasce una nuova speranza
Nei primi anni del secondo dopoguerra, la cooperativa cementisti Sacles di Faenza, che pure aveva superato in buone condizioni il periodo fascista, si trovò comunque di fronte a dissidi politici interni che la portarono allo scioglimento.
Dalle sue ceneri nacquero due cooperative: la Cef e la Cmcf. Quest’ultima, guidata da un capomastro faentino di provata reputazione, raccolse una trentina di muratori, scelti non solo per appartenenza politica ma soprattutto per la loro disponibilità a lavorare anche senza paga. Le regole prevedevano periodiche valutazioni di merito dei soci per decidere compiti e avanzamenti di carriera.
1958: la crisi e la rinascita
Il 1958 portò una profonda crisi del settore e anche Cmcf si trovò ad un passo dalla chiusura. La svolta arrivò con un cambio al vertice con un nuovo presidente, un responsabile amministrativo e un sindaco revisore ma soprattutto con l’impegno straordinario di tutti i lavoratori, nuovamente disposti a lavorare anche senza essere pagati: tutto ciò riuscì, non senza sforzo, a far bastare le poche finanze rimaste e a risollevare le sorti della cooperativa e a farle ottenere importanti commesse pubbliche in particolare per la costruzione della nuova edilizia popolare dell’Iacp degli anni Sessanta.
Gli anni Sessanta e Settanta: qualità e crescita
Nonostante il termine “popolare”, gli standard di qualità erano altissimi: la perizia richiesta dalle commesse fece ottenere alla Cmcf il riconoscimento pubblico come azienda capace e affidabile.
L’assunzione di molti bravi muratori da altre aziende che non erano sopravvissute alla crisi portò all’ampliamento della cooperativa e alla possibilità di avvicinarsi all’edilizia privata. L’adesione poi a Confcooperative nel 1975 permise di acquisire nuovi importanti clienti, in particolare le cooperative agricole Paf (oggi Agrintesa) e Caviro.
Antonio Lombardi: da bracciante a Maestro del Lavoro
La storia di Antonio Lombardi si intreccia strettamente quella della Cmcf. Diplomato tecnico commerciale, dopo aver lavorato come bracciante venne assunto come manovale nel 1952 per poi diventare capomastro e dal 1973 tecnico di cantiere fino al pensionamento nel 1989.
Entrò nel consiglio di amministrazione nel 1967, ricoprì il ruolo di presidente e poi di sindaco revisore. Nel 1990 ricevette l’onorificenza di Maestro del Lavoro dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.




