Da 20 anni Caviro, il principale gruppo cooperativo vitivinicolo italiano, porta i suoi vini direttamente ai consumatori attraverso le Caviroteche a Faenza (aperto nel 2005), Forlì (2010) e Savignano sul Panaro (2008). Nati come spacci aziendali nei pressi degli stabilimenti, le Caviroteche mettono a disposizione una selezione di vini delle Cantine Caviro normalmente destinati al canale Horeca (hotel, ristoranti e caffè) più altre etichette provenienti dalle Tenute Caviro, come le referenze della Gerardo Cesari (Valpolicella) e della Leonardo da Vinci (Toscana).
“Le Caviroteche nascono per creare un punto di contatto tra i nostri prodotti e la comunità – spiega Claudio Bruzziches, responsabile del canale Horeca di Caviro -. L’obiettivo è quella che potremmo definire ‘democratizzazione’ del vino: proporre referenze premium o semi-premium a un pubblico più vasto, che così può scoprire vini di qualità a prezzi più accessibili”.
Oltre al vino, in Caviroteca si possono trovare anche altri prodotti locali come oli, miele e marmellate. “A Faenza, la vicinanza con Caviro Extra ci permette di proporre anche alcuni prodotti legati all’economia circolare e alla valorizzazione dei sottoprodotti, come ammendanti naturali e alcol. Il negozio di Savignano sul Panaro, trovandosi in un’area più rurale, si rivolge anche a una clientela di agricoltori, con la vendita di mosti. Infine Forlì ha il punto vendita più frequentato”.
Oltre alle Caviroteche, dal 2022 il Gruppo ha lanciato Cuvè – Vini e Affini, un’enoteca con servizio di aperitivo proprio a Forlì. Qui i clienti possono assaggiare i vini accompagnati e portare a casa la bottiglia non terminata per evitare gli sprechi e, soprattutto, senza dover ricorrere a un consumo eccessivo.
Guardando al futuro, il gruppo Caviro intende ampliare l’offerta delle Caviroteche e continuare a proporre promozioni vantaggiose per fidelizzare la clientela. “Vogliamo rafforzare il legame con il territorio e valorizzare i prodotti della nostra cooperativa, offrendo un servizio di qualità che rispetta il consumatore e l’ambiente”, conclude Bruzziches.




