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domenica 26 Luglio, 2026

Grido d’allarme delle cooperative sociali bolognesi

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Grido d’allarme delle cooperative sociali bolognesi

Nel 2012 il fatturato di queste imprese è diminuito del 10%

Arriva un grido d’allarme dalle cooperative sociali bolognesi che danno lavoro ad oltre 7.600 persone e sviluppano un volume d’affari di 276 milioni di euro. Tra crisi economica, rivendicazioni sindacali e tagli dei servizi, la situazione è veramente difficile e se nei prossimi mesi non si registrerà una svolta potrebbe essere necessario ricorrere ad alcuni licenziamenti. Il quadro a tinte fosche è stato tratteggiato nel corso della conferenza convocata dall’Alleanza delle cooperative italiane di Bologna, che raggruppa le coop appartenenti ad Agci, Confcooperative e Legacoop.
“Nel 2012 – ha affermato Giampiero Calzolari, presidente dell’Alleanza delle cooperative – il fatturato delle coop sociali di Bologna e provincia è diminuito del 10%. In questo momento non possiamo permetterci di erogare la terza tranche di adeguamento prevista dal contratto. Pagarla significherebbe andare in perdita su ogni ora di servizio negli appalti e se ciò succedesse l’occupazione sarebbe la prima a farne le spese”.
Calzolari ha poi ricordato che “il territorio bolognese, a differenza di altri anche in Emilia Romagna, consegna un contesto in cui per il 2013 l’Ausl stima minori risorse per 50 milioni di euro e altrettanto il comune: in totale 100 milioni in meno che costringono a ridisegnare i modelli di erogazione dei servizi”. Ad aggravare la situazione poi il ritardo dei tempi di pagamenti del pubblico che arrivano fino a 250 giorni.
“Per affrontare questi temi è necessario un tavolo di lavoro” ha concluso Calzolari, che chiede ai sindacati lo slittamento dell’applicazione della terza tranche contrattuale e agli enti pubblici la revisione delle tariffe”.

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