Inizio dell’anno: è tempo di consuntivi e di progetti per il mondo agricolo. A Giampiero Reggidori, presidente della cooperativa Agrisol, chiediamo in primo luogo di farci un quadro dell’annata agricola 2012: “La produzione globale ha risentito molto delle condizioni meteorologiche dell’annata, improntate ad una siccità elevata, con un’estate giudicata fra le più secche degli ultimi 200 anni. Non tutti i settori sono stati danneggiati nello stesso modo, ma la tendenza generale è stata per una diminuzione quantitativa dei raccolti (mais in particolare). Dopo un autunno-inverno 2011/2012 molto povero di piogge è arrivata a febbraio una grande nevicata invernale in tutto il territorio, che ha raggiunto anche altezze importanti,fra i 70 cm e il metro. Tuttavia non è stata sufficiente per riempire le falde acquifere, tanto più che hanno fatto seguito una primavera ed
un’estate, che hanno prosciugato i terreni.”
Reggidori, come mai quella nevicata, che in simili proporzioni non avveniva da tempo, ha inciso poco sulle riserve idriche?
“Perché si trattava di una neve molto soffice, quasi impalpabile e rendeva poco in termini di conversione in acqua: noi di solito adottiamo un semplice parametro per valutare l’apporto idrico della neve, considerando 1 cm. di neve come 1 mm. di pioggia. Beh, la neve del 2012 rendeva, in mm. solo 0,60, per cui tutto il fenomeno si è ridotto all’apporto di 40/50 mm. di pioggia: per un intero inverno è stato davvero poco.”
Facendo la conta dei danni settore per settore quali consuntivi possiamo trarre?
“La produzione meno danneggiata è stata quella del grano, in quanto è stato raccolto a fine primavera quando ancora non erano diventati troppo incisivi gli effetti della siccità, mentre il mais e gli altri seminativi estivi sono stati molto scarsi. Poi, tenendo conto del fatto che a livello globale la produzione è stata scarsa, il prezzo di mercato si è mantenuto abbastanza elevato ed ha dato soddisfazioni solo agli agricoltori che avevano abbastanza prodotto. Abbiamo avuto una grave carenza di pere, mentre le quantità delle pesche sono rientrate quasi nella normalità; anche a proposito della frutta estiva si è registrato un aumento dei prezzi, ma non fino al livello auspicato. Ed in certi casi, come per le pere, il prezzo alto non verrà a compensare la scarsità della resa per ettaro per chi l’ha subita. Per l’uva il raccolto è stato nella normalità (specie se irrigato), con qualità risultata buona. Quanto al kiwi il mercato è in evoluzione e si spera in un discreto risultato, considerata la quantità inferiore al 2011.”
Presidente, c’è un futuro per i giovani in agricoltura?
“Nella nostra regione non manca l’imprenditoria giovanile, però questa può essere motivata ad investire risorse ed energie solo se c’è la prospettiva di un reddito continuativo. Agrisol ha una base sociale abbastanza consolidata, diffusa su un territorio che si basa molto sulla frutticoltura e sulla viticoltura. Quest’ultima in questo periodo offre buone soddisfazioni, anche perché il nostro vino si sta affermando sui mercati esteri. Conserviamo sul territorio sei punti vendita, sette con quello del Comacer a S. Lorenzo e con varie forme d’intervento cerchiamo anche di favorire le esigenze di credito dei soci. Per il momento dunque manteniamo una certa stabilità, anche se diverse aziende incontrano difficoltà. Ma proprio per contribuire a dare integrazione al reddito ed una diversificazione colturale ai giovani cerealicoltori, senza stravolgere gli equilibri agronomici e territoriali, qualche anno fa abbiamo dato vita ad una iniziativa di diversificazione produttiva, costruendo un biodigestore a Villa Prati, insieme alla cooperativa Comacer. È attivo da aprile e sta funzionando molto bene.”
Quali sono le sue caratteristiche?
“Produce biogas attraverso un processo biologico di fermentazione della materia prima costituita da cereali. I nostri soci destinano una parte della loro produzione di cereali a questo utilizzo, in una sorta di filiera chiusa: essi, per esempio, portano il mais, che genera il gas, che a sua volta produce energia elettrica retribuita dai programmi nazionali per le fonti energetiche alternative. I fanghi di risulta della fermentazione vengono a loro volta usati come concime organico per la fertilizzazione, impiegando poi
varietà a basso consumo idrico.”
Agricoltura: diversificare si puo’
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Agricoltura: diversificare si puo’
Intervista a Giampiero Reggidori, presidente di Agrisol




