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venerdì 17 Aprile, 2026

Il Consorzio CSS Forlì-Cesena festeggia 40 anni di rete generativa

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Il Consorzio CSS Forlì-Cesena festeggia 40 anni di rete generativa

L'appuntamento di oggi pomeriggio all'Auditorium San Giacomo di Forlì chiude un anno di celebrazioni. L'obiettivo è riaffermare il ruolo centrale del Terzo Settore nello sviluppo sostenibile

Il Consorzio Solidarietà Sociale Forlì-Cesena (CSS) celebra 40 anni di attività con un evento che si terrà oggi pomeriggio, venerdì 3 ottobre 2025, presso l’auditorium San Giacomo a Forlì.

Nato nel 1985, il Consorzio rappresenta oggi una delle realtà più significative della cooperazione sociale in Emilia-Romagna, con una base che raccoglie cinque cooperative sociali – L’AccoglienzaCavareiLamberto ValliL’Aquilone e Paolo Babini – e due associazioni di volontariato, Amici di Don Dario e Comitato per la lotta contro la fame nel mondo.

All’interno del sistema consortile operano circa 600 lavoratori e 300 volontari, impegnati quotidianamente a offrire servizi che intercettano oltre 5.000 beneficiari ogni anno. Una rete viva e generativa, che in quarant’anni ha visto l’adesione di 41 enti del terzo settore e che continua a promuovere comunità più giuste e inclusive.

Il programma della giornata si aprirà alle 17 con i saluti istituzionali, seguiti dalla lectio magistralis della giornalista scientifica Alessandra Viola, che proporrà una riflessione sugli ecosistemi naturali come modelli per lo sviluppo sostenibile. Viola sarà poi protagonista di una tavola rotonda con i quattro ex presidenti del Consorzio – Gianfranco MarzocchiClaudio MarconiFabio Magnani e Maurizia Squarzi – in un dialogo guidato da Davide Drei, responsabile welfare di Confcooperative Emilia-Romagna. I lavori saranno conclusi dagli interventi di Stefano Granata, presidente di Federsolidarietà nazionale, e di Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative nazionale, che chiuderà ufficialmente la giornata.

L’appuntamento del 3 ottobre rappresenta il terzo e ultimo momento celebrativo di un anno speciale, dopo gli eventi ospitati dal Festival Zardin e dal Festival del Buon Vivere. Un percorso che unisce memoria e progettualità, riaffermando il ruolo centrale della cooperazione sociale nel costruire comunità resilienti e solidali.

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