Trasformare i beni confiscati in opportunità di sviluppo economico e sociale. È lo scopo del protocollo d’intesa firmato al Viminale tra l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) e Confcooperative. A sottoscrivere l’accordo il direttore dell’Agenzia, Maria Rosaria Laganà, e il vicepresidente nazionale di Confcooperative, Gaetano Mancini, alla presenza del sottosegretario all’Interno Wanda Ferro.
Il protocollo nasce con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e mondo cooperativo per dare nuova vita ai beni sottratti alla criminalità organizzata. Il sottosegretario ha evidenziato come l’intesa rappresenti, al contempo, un passaggio significativo sia sul piano simbolico che su quello operativo.
L’intesa prevede due direttrici di azione principali: la condivisione di informazioni su un gruppo di terreni confiscati, per valutarne le caratteristiche e individuare percorsi di riutilizzo sostenibili, e l’analisi delle criticità di alcune aziende già confiscate, con l’obiettivo di salvaguardare i posti di lavoro, anche attraverso la costituzione di cooperative di lavoratori, in collaborazione con il ministero del Lavoro.




