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martedì 21 Aprile, 2026

Cooperative sociali, un beneficio da oltre 10 milioni di euro per la Pa

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Cooperative sociali, un beneficio da oltre 10 milioni di euro per la Pa

Con 2.135 persone al lavoro, nel sistema Confcooperative Federsolidarietà ER inserimenti più che doppi rispetto al minimo normativo

È stata presentata nei giorni scorsi all’assemblea regionale di Confcooperative Federsolidarietà Emilia-Romagna la ricerca sulla cooperazione di inserimento lavorativo realizzata da Social Seed dal titolo “Oltre il giardino. L’economia sociale per i diritti, contro le disuguaglianze”.

Al centro dell’analisi, presentata davanti a una platea di oltre 300 persone, le 170 cooperative sociali di tipo B e A+B aderenti a Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna, che rappresentano uno dei pilastri del sistema regionale di welfare e delle politiche attive del lavoro. In queste realtà sono 2.135 le persone svantaggiate inserite al lavoro ai sensi della legge 381/91, un dato che restituisce con chiarezza la dimensione e l’impatto di un modello imprenditoriale orientato all’interesse delle comunità e dei territori.

I dati evidenziano come nelle cooperative analizzate si registrino 66 lavoratori svantaggiati ogni 100 lavoratori ordinari, a fronte di un minimo previsto dalla normativa del 30%, un valore più che doppio rispetto a quanto stabilito dal legislatore.

“La cooperazione sociale di tipo B rappresenta una delle espressioni più avanzate dell’economia sociale, capace di coniugare impresa e interesse generale. Non siamo semplicemente produttori di servizi, ma soggetti che promuovono inclusione, diritti e partecipazione, contribuendo in modo concreto alla costruzione di comunità più coese e a un modello di sviluppo più equo”, ha dichiarato durante il suo intervento di apertura Antonio Buzzi, presidente Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna.

Accanto alla dimensione sociale, emerge anche quella economica. Secondo le stime elaborate dalla ricerca, ogni lavoratore svantaggiato inserito genera un risparmio medio annuo per la spesa pubblica pari a 4.783 euro. Proiettando questo dato sui 2.135 lavoratori occupati nelle cooperative aderenti, si stima un impatto complessivo superiore ai 10 milioni di euro annui.

I risultati si inseriscono all’interno di un sistema cooperativo ampio e strutturato. Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna conta oggi oltre 451 cooperative sociali aderenti, 23.303 soci, 30.510 addetti e un volume di attività che supera 1,5 miliardi di euro.

L’assemblea

Durante la parte pubblica dell’assemblea regionale si è tenuto un confronto articolato tra mondo cooperativo, istituzioni e accademia. Dal lavoro come strumento di dignità e inclusione, al futuro del lavoro sociale tra nuovi bisogni e carenza di figure professionali, fino al ruolo della cooperazione nell’innovazione sociale e nella costruzione di modelli di welfare più sostenibili e inclusivi.

La presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale ha rappresentato uno momento significativo per l’assemblea, all’interno di una nutrita e qualificata partecipazione istituzionale che ha accompagnato l’intera mattinata dei lavori. Accanto al presidente, sono intervenuti infatti gli assessori regionali Giovanni Paglia (Lavoro), Massimo Fabi (Salute) e Isabella Conti (Welfare), offrendo un contributo articolato sui principali ambiti di competenza e confermando l’attenzione della Regione verso il ruolo strategico della cooperazione sociale nella costruzione delle politiche di inclusione, salute e welfare.

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