Mattia Moreni (Pavia 1920 – Brisighella 1999) è una figura centrale dell’arte italiana del dopoguerra ed è al centro di un grande progetto espositivo, curato da Claudio Spadoni, composto da diversi capitoli a Bagnacavallo, Forlì, Santa Sofia (fino all’11 gennaio 2026), a Bologna (dal 30 gennaio al 17 maggio 2026) e Ravenna (dal 27 febbraio al 3 maggio 2026).
Il progetto racconta un maestro ribelle e profetico e costituisce la più grande mostra antologica di sempre su Moreni. Dalla formazione torinese agli anni del fervore informale fino alle visioni apocalittiche degli ultimi decenni, Mattia Moreni è stato uno degli artisti più complessi e tormentati del secondo dopoguerra italiano.
Le cinque città scelte per la mostra sono cinque luoghi chiave della vita dell’artista, cinque capitoli di un racconto che intreccia pittura, biografia e pensiero.
Formatosi a Torino, Moreni trovò nella Romagna la sua patria elettiva. Qui si rifugiò più volte durante la guerra partigiana e qui decise di stabilirsi definitivamente negli anni Cinquanta, in quella casa di Palazzo San Giacomo, nel territorio di Russi, che divenne il suo laboratorio e il suo osservatorio sul mondo.
Ad aprire il progetto è l’Ex Convento di San Francesco a Bagnacavallo, con la mostra “L’ultimo sussulto prima della grande mutazione” curata dallo stesso Spadoni insieme a Davide Caroli (21 settembre 2025 – 11 gennaio 2026); a seguire il progetto si compone della tappa di Forlì, al Museo Civico San Domenico, con “Dalle Angurie alla fine dell’Umanesimo”, a cura di Rocco Ronchi (10 ottobre 2025 – 11 gennaio 2026). Il terzo appuntamento è con Santa Sofia, alla Galleria d’Arte Contemporanea Vero Stoppioni: Denis Isaia ha curato una rassegna dedicata agli Autoritratti e al nucleo di opere conservate nella collezione permanente, la più ampia raccolta pubblica di lavori di Moreni (20 ottobre 2025 – 11 gennaio 2026). Nel 2026 il percorso approderà al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, dove, dal 30 gennaio al 17 maggio, Pasquale Fameli e Claudio Spadoni rievocano la storica personale del 1965 all’allora Galleria d’Arte Moderna, curata da Francesco Arcangeli. Il ciclo si concluderà a Ravenna, al MAR – Museo d’Arte della città, dal 27 febbraio al 3 maggio 2026, con la sezione “La regressione della specie e gli Umanoidi”, a cura di Serena Simoni. Qui emerge il Moreni più visionario e profetico, quello degli ultimi anni, dominato da immagini di mutazione e declino. Le mostre hanno orari e giorni di apertura diversi, da verificare prima di recarsi in loco.




