21.8 C
Faenza
giovedì 10 Settembre, 2026

‘L’avicoltura modello di filiera aggregata, ora guardare all’export’

Pubblicità

‘L’avicoltura modello di filiera aggregata, ora guardare all’export’

Maurizio Gardini ad un convegno di Fedagri a Fieravicola ha esaltato l'efficienza di un comparto organizzato, in cui 31 cooperative fatturano oltre 4,5 miliardi di euro con 10.000 addetti.

FORLI’. “L’agroalimentare non avrà futuro e non ha neanche un presente se resta privo di una organizzazione di filiera. Il settore avicolo è in tal senso uno straordinario esempio di aggregazione, che ha saputo coniugare qualità, efficienza ed innovazione”. Lo ha detto il Presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini nel suo intervento conclusivo al convegno Cooperazione ed avicoltura, qualità ed innovazione svoltosi oggi a Forlì nell’ambito della Fieravicola.
“La filiera delle carni avicole – ha proseguito Gardini – ha conosciuto una rapida evoluzione, caratterizzata dalla massiccia uscita dal mercato a partire dagli anni 70 di imprese più marginalizzate e dalla conseguente polarizzazione intorno ad alcuni grandi player dai numeri importanti, che si sono specializzati prevalentemente nelle innovazioni produttive. Oggi il comparto è un modello di filiera organizzata, che fattura complessivamente oltre 5,75 miliardi di euro, in larga parte (4,5 miliardi) realizzato dalle oltre 31 cooperative e 550 soci aderenti a Fedagri, che danno lavoro a ben 10.000 addetti”.
C’è una strada tuttavia che secondo Gardini il settore può percorrere per recuperare ancora margini di efficienza: andare oltre il mercato interno, intercettando consumi fuori dall’Italia, ciò “nonostante i problemi degli alti costi o della shelf life che sono in ogni caso comuni anche ad altri settori orientati all’export come il vino e l’ortofrutta”.
L’assessore regionale Tiberio Rabboni ha sottolineato “l’attitudine della forma cooperativa ad integrare i vari anelli delle filiere produttive e a portare avanti processi di innovazione nella stessa filiera”. Rabboni ha inoltre evidenziato la possibilità che dalla prossima programmazione 2014-2020 anche le cooperative possano accedere alla dotazione finanziaria prevista dallo sviluppo rurale per accedere a finanziamenti per la ristrutturazione delle linee produttive, l’ammodernamento degli stabilimenti e del benessere animale.
Il rappresentante di Confcooperative presso il Copa cogeca Gianluca Bagnara ha infine sottolineato l’importanza per le imprese di riuscire a garantire tutto il controllo della filiera, con investimenti – che partano dall’ambiente e arrivino fino alla trasformazione e alla comunicazione – insieme alla necessità che venga rispettato il principio di reciprocità, ossia l’obbligo per tutte le imprese, dal nord Europa al Sudamerica, di lavorare rispettando le stesse regole.

Pubblicità

Ultime notizie

Pubblicità
Pubblicità

Articoli correlati