Temperature sempre più elevate, siccità e maturazioni anticipate impongono scelte un tempo impensabili: in Romagna la vendemmia si fa prima e, sempre più spesso, di notte o al primo mattino.
“Il mondo vitivinicolo che conoscevamo è cambiato – sottolinea Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense -. Oggi si arriva a raccogliere già da fine luglio, con temperature molto elevate, per salvaguardare il prodotto e il lavoro delle persone. Non possiamo rispondere a questo cambiamento facendo un passo indietro: dobbiamo investire, innovare e creare le condizioni per continuare a produrre in Romagna”.
La raccolta nelle ore più fresche e la meccanizzazione servono a preservare le caratteristiche dell’uva e limitare l’ossidazione. Ma per Confcooperative la partita non si gioca solo sulle modalità di raccolta: il taglio delle superfici vitate non viene considerato l’unica strada percorribile, e le decisioni sui reimpianti richiedono valutazioni su clima, disponibilità idrica e tenuta dei mercati. “La cooperazione permette di aggregare produttori e risorse per sostenere investimenti che la singola impresa non potrebbe affrontare – aggiunge Savini -. Si tratta di un presidio economico e sociale che sostiene l’indotto delle comunità rurali, dalla logistica al lavoro locale”.
A delineare la dimensione del settore sono i numeri della cooperazione vitivinicola del territorio: una rete che raccoglie oltre 15.000 soci viticoltori e copre più di 49.000 ettari di vigneto tra pianura e collina, per un fatturato complessivo di oltre 350 milioni di euro e una presenza commerciale in 90 Paesi.
Il peso della produzione è distribuito su diverse realtà territoriali. La quota maggiore fa capo ad Agrintesa, con circa 1.800 soci, 7.300 ettari e 1,7 milioni di quintali d’uva l’anno, concentrati per l’80% in pianura. Segue la Cantina Forlì-Predappio, attiva prevalentemente in collina con oltre 1.600 soci, 3.200 ettari e 550 mila quintali, e la Cantina di Faenza, che conta 300 soci, 1.600 ettari e 330 mila quintali (al 50% in collina). Completano il quadro Copruva a Cotignola, con 150 soci, 734 ettari e circa 180 mila quintali in pianura, e la Cantina di Cesena, con 240 soci, 245 ettari e 12.500 quintali.
Il punto di raccordo commerciale e industriale è rappresentato da Caviro, il gruppo cooperativo con sede a Forlì che conta 11.500 viticoltori e 36.200 ettari.




