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venerdì 17 Aprile, 2026

Cantina Forlì Predappio: 530mila quintali di uva raccolta e potenziale alcolico superiore allo scorso anno

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Cantina Forlì Predappio: 530mila quintali di uva raccolta e potenziale alcolico superiore allo scorso anno

Intervista al direttore Bruno Ranieri: “La produzione 2025 è in linea con le nostre medie storiche”

La Cantina Forlì Predappio conferma un buon andamento della vendemmia 2025 con una raccolta complessiva di circa 530mila quintali di uva, in linea con le medie storiche della cooperativa. La ripartizione produttiva vede una prevalenza di uve a bacca bianca (65%), coltivate principalmente in pianura e nei territori pedecollinari, contro un 35% di uve a bacca nera provenienti soprattutto dalle aree collinari. Il direttore Bruno Ranieri traccia un primo bilancio della vendemmia 2025 e spiega qual è l’andamento del mercato in questa particolare fase storica.

Cosa possiamo dire della vendemmia che si è appena conclusa?

“Prima di tutto va evidenziato che non abbiamo assistito a variazioni, in termini di volumi, rispetto allo scorso anno. Dai dati definitivi potrebbe emergere che in pianura i volumi caleranno del 4-5% rispetto al 2024, perché il peso dei grappoli è inferiore, ma la stessa percentuale è stata compensata dall’andamento dei vigneti di collina”.

Come mai in collina c’è stata una maggior produzione?

“L’andamento meteorologico piovoso durante il periodo vegetativo, e poi ancora nelle settimane precedenti la raccolta, ha determinato grappoli più consistenti”.

A livello di gradazione, cosa vi aspettate da questa vendemmia?

“Il grado alcolico potenziale delle uve è più alto rispetto allo scorso anno di circa 0,20 punti. Direi che è comunque in linea con le medie degli ultimi 10 anni”.

Come sarà commercializzato il vino dei vostri soci?

“Il 3% della nostra produzione sarà destinato alla vendita diretta, sia di vino sfuso sia di vino imbottigliato con il marchio Cantina Forlì Predappio. Il 35% verrà invece inviato a Caviro. Il restante 60% andrà ai nostri clienti e imbottigliatori presenti principalmente in nord Italia, Francia e Germania”.

Avete delle giacenze della vendemmia 2024?

“Fortunatamente abbiamo giacenze molto limitate. Quelle poche che abbiamo riguardano vini rossi, essenzialmente Sangiovese che prevede un affinamento in cantina più lungo e, di conseguenza, viene ritirato più lentamente. Quanto ai bianchi generici, invece, praticamente nessuna giacenza”.

Come sono andate le liquidazioni ai soci della scorsa produzione?

“Abbiamo comunicato il primo di settembre il listino ai nostri soci e, rispetto all’annata precedente, c’è un incremento medio del 6-7% delle liquidazioni”.

Nel contesto produttivo tracciato, qual è l’andamento del mercato?

“Ci aspettavamo un mercato in flessione perché temevamo produzioni abbondanti in tutta Europa e invece i dati parlano di un forte calo produttivo in Spagna e Francia. Questo è molto positivo per l’Italia che invece avrà una produzione in aumento. Per quanto riguarda i prezzi, al momento sono in linea con lo stesso periodo dello scorso anno ma pesa l’incognita dei consumi: da questo dipenderà il consolidamento delle attuali quotazioni”.

Si parla molto di consumi in contrazione per il vino, qual è la vostra percezione?

“È una realtà che preoccupa molto e che va avanti ormai da alcuni anni. L’andamento inflattivo e le tensioni geopolitiche di certo non aiutano”.

Questo calo riguarda anche la vendita diretta?

“In realtà il nostro bilancio è in controtendenza. Le vendite di vino, in particolare sfuso, sono in incremento. Credo sia legato al fatto che il livello qualitativo dei nostri prodotti è molto alto e che la vendita sfusa assicura prezzi più bassi rispetto all’imbottigliato. Quindi c’è uno spostamento dei consumatori verso questo tipo di acquisto. È un dato in assoluta controtendenza rispetto a 2-3 anni fa”.

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