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venerdì 17 Aprile, 2026

Tra Imola e Bologna: le mostre di Keita Miyazaki e John Giorno

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Tra Imola e Bologna: le mostre di Keita Miyazaki e John Giorno

Le sculture di Keita Miyazaki alla mostra "The garden of vanities" e l'esposizione dedicata al poeta e artista John Giorno attraverso opere e materiali di archivio

Keita Miyazaki. The garden of vanities

La mostra “Keita Miyazaki. The garden of vanities”, curata da Diego Galizzi, direttore di Imola Musei, e da Riccardo Freddo, nasce da un importante accordo di collaborazione tra Imola Musei e Rosenfeld Gallery di Londra, che ha consentito di portare a Imola le opere del giovane artista giapponese Keita Miyazaki, noto per la sua ricerca fondata sulla combinazione di materiali industriali e fragili elementi organici, creando un’estetica accattivante e dagli accesi contrasti.

La mostra prevede all’interno delle sale di palazzo Tozzoni un percorso tutto incentrato sulla bellezza dell’imperfezione, dove passato e futuro si confrontano e da questo scambio ne scaturisce una riflessione sulla fragilità della modernità.

I lavori di Keita Miyazaki si distinguono per la loro straordinaria originalità, un vero unicum nel panorama dell’arte contemporanea. Le sue sculture ibride sono realizzate con scarti di parti meccaniche di automobili, sulle quali l’artista innesta origami di carta colorata, come a volerle fare sbocciare.

Alla base di questa inconsueta ricerca c’è la cultura giapponese con le sue forti contraddizioni, in bilico tra la sua proiezione verso il progresso tecnologico e la radicata presenza della sua millenaria tradizione.

La mostra è visitabile fino al 22 febbraio. Orari di apertura: venerdì 15-19; sabato e domenica 10-13, 15-19. Palazzo Tozzoni, via Garibaldi, 18 a Imola.

 

John Giorno: The Performative Word

Il MAMbo di Bologna propone “John Giorno: The Performative Word”, la prima grande retrospettiva italiana, a cura di Lorenzo Balbi, che celebra uno dei protagonisti più radicali e visionari della cultura contemporanea.

Figura cardine della New York d’avanguardia, poeta, artista e attivista, John Giorno ha infranto i confini disciplinari. Ha fatto della poesia un corpo vivo, un gesto capace di abitare luoghi inattesi.

Le sue amicizie e collaborazioni con alcune delle figure più significative di quegli anni, tra cui Andy Warhol, Robert Rauschenberg, William Burroughs, John Cage e Patti Smith, e la fondazione, nel 1965, della Giorno Poetry Systems – la piattaforma non profit che ha rivoluzionato la diffusione della poesia intrecciandola con musica, arti visive, impegno politico e pratiche comunitarie – testimoniano l’impatto imprescindibile che Giorno ha avuto nella storia dell’arte.

Epicentro della mostra è Dial-A-Poem. Con questa opera interattiva Giorno ha reso fruibili al pubblico, attraverso un numero di telefono da comporre, le registrazioni delle voci di poeti, artisti, musicisti e attivisti intenti a leggere le proprie composizioni, trasformando il telefono in uno strumento di diffusione poetica su larga scala.

All’interno del percorso espositivo, una sezione è dedicata ai materiali d’archivio. Poster, lettere, libri e contratti, in alcuni casi mai esposti, tracciano l’evoluzione della traiettoria di John Giorno tra arte e attivismo e mettono in relazione la sua esperienza con quella di altri artisti.

La mostra resterà aperta fino al 3 maggio 2026. Orari: martedì e mercoledì 14-19, giovedì 14-20, venerdì, sabato, domenica e festivi 10-19. MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Via Don Giovanni Minzoni 14.

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