“Abbiamo proceduto sulla base delle indicazioni contenute nella legge di stabilità 2015 – afferma il presidente Natalino Gigante – da un lato ribadendo la necessità del mantenimento della maggioranza delle nostre partecipazioni societarie, dall’altro dismettendo le quote, di non grande peso, di alcune società operanti a livello locale, per un risparmio rispetto al 2014 di 28.000 euro”.
Piano di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni
Pubblicità
Piano di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni
Camera di commercio di Ravenna: approvato il piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie. Si dismettono le quote in cinque società.
La legge infatti ha previsto entro il 31 marzo 2015 la definizione e l’approvazione da parte degli organi di vertice delle amministrazioni interessate di un piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni, corredato da relazione tecnica, che deve essere trasmesso alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti e pubblicato sul sito istituzionale dell’amministrazione.
Il piano di razionalizzazione formulato dall’ente di Viale Farini riguarda 12 società operanti a livello nazionale e regionale e 12 a livello locale. Sono state ritenute necessarie le partecipazioni nelle società legate al sistema camerale nazionale e regionale in considerazione sia delle motivazioni che hanno portato alla loro costituzione e quindi dell’attività societaria svolta che rientra nelle finalità istituzionali dell’Ente sia della loro stabilità finanziaria e dei positivi risultati di bilancio. Nell’ambito di queste società è prevista solo la dismissione della quota di partecipazione in Tecno Holding S.p.A. Sul piano locale è stata invece deliberata la dismissione di quote in Ravenna Terminal Passeggeri S.r.l., Società di Area Terre di Faenza Società Consortile a r. l., Centuria Agenzia per l’Innovazione della Romagna Società Consortile a r. l., Parco della Salina di Cervia S.r.l.
I principali criteri indicati dalla legge sono l’eliminazione delle società e delle partecipazioni sociali non indispensabili per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali (anche mediante liquidazione e cessione), nonché delle partecipazioni in società che svolgono attività analoghe a quelle svolte da altre partecipate o enti pubblici strumentali (anche mediante fusione) e la riorganizzazione interna delle società per contenere i costi di funzionamento (anche mediante riduzione delle remunerazione degli organi). Con un emendamento approvato al Senato è stato, inoltre, inserito il criterio della soppressione delle società che risultino composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti.




