ROMA.L’indagine aperta dalla procura di Parma sull’acquisizione da parte di Parmalat della società Lactalis Usa è una sorta di ‘operazione verità’ su una decisione che di fatto ha letteralmente svuotato le casse dell’azienda di Collecchio, dopo che questa era stata in precedenza risanata con una legge speciale dello Stato e con un grande sacrificio dei risparmiatori, che hanno lasciato sul campo ingentissime risorse”. Cosi il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Maurizio Gardini commenta la richiesta della Procura di Parma di revocare l’attuale consiglio di amministrazione di Parmalat e procedere alla nomina di un amministratore giudiziario.
“Esprimiamo quindi tutto il nostro apprezzamento per l’azione della procura – così prosegue Gardini – e speriamo che si faccia finalmente chiarezza su una vicenda che parte da lontano e che abbiamo più volte portato all’attenzione dell’opinione pubblica”.
Nel 2011, com’è noto, a seguito di una legge dello Stato che risanò l’azienda dotandola di un tesoretto non irrilevante, la Parmalat è stata venduta alla multinazionale Lactalis con una forte dotazione di cassa, senza nessun tentativo da parte delle istituzioni di supportare una cordata italiana. Si decise in tal modo non solo di vanificare il sacrificio di migliaia di risparmiatori onesti, ma di privare il sistema Paese di un fiore all’occhiello del made in Italy agroalimentare. Per scongiurare l’acquisizione da parte dei francesi, la cooperazione italiana tentò fino all’ultimo attraverso una sua cordata di rilevare la Parmalat, per mantenere l’industria in mani italiane, ma l’operazione non andò in porto”.
Alleanza cooperative su caso Parmalat
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Alleanza cooperative su caso Parmalat
“Bene azione procura, si faccia chiarezza su una vicenda che ha consegnato alla Francia un fiore all'occhiello”




