Il Teatro Rasi è un punto di riferimento per la cultura a Ravenna, un luogo di ricerca scenica, sperimentazione, percorsi d’ospitalità e pratiche pedagogiche, da sempre in dialogo con la città. Oltre alle sue circa 300 aperture annuali, offre il suo palcoscenico anche ad alcuni importanti appuntamenti del Ravenna Festival. Da qui l’esigenza di ridefinire e valorizzare i suoi spazi tramite questo intervento che prevede – oltre a un’ottimizzazione generale dell’acustica – la sostituzione delle poltrone con una gradinata telescopica mobile che permetterà usi inediti e la possibilità di sconfinamento dello spazio scenico a tutta la platea. La gradinata creerà inoltre una nuova sala prove nell’area che oggi è sotto la galleria. Il progetto è firmato dall’architetto Carlo Carbone (già a capo, tra le altre, delle ristrutturazioni del Teatro Colosseo di Torino e Teatro La Cucina-Olinda di Milano) e il valore dell’intervento si attesta intorno ai 400mila euro, metà erogati dalla Regione Emilia-Romagna tramite un fondo a sostegno della cultura e metà dal Comune di Ravenna, proprietario del teatro.
I lavori verranno realizzati dalla cooperativa Cmcf di Faenza, insieme ad altre imprese del territorio, e dovrebbero concludersi nel febbraio 2022. È previsto infine un intervento di rinforzo e consolidamento del solaio di copertura, a spese del Comune, con un separato finanziamento di 200mila euro. In ottica di sostenibilità e riuso, le poltrone dismesse sono state rese disponibili per le associazioni di volontariato, una manifestazione di interesse a cui ha aderito la sezione di Ravenna della Croce Rossa Italiana. “Si tratta di un investimento importantissimo – commenta il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale -, con l’obiettivo di avere strutture moderne per la realizzazione, anche innovativa, degli spettacoli da parte delle compagnie, per consentire una più intensa e partecipata fruizione da parte del pubblico. Dopo un anno e mezzo di privazioni, spesso ingiustificabili, per quanto riguarda la fruizione degli spazi per lo spettacolo dal vivo, vivere in una comunità che avverte l’esigenza di maggiori spazi culturali è sicuramente un onore, ma al contempo bisogna essere all’altezza di questa sfida”.




