Vent’anni di accoglienza, vent’anni di amicizia e sostegno alle persone in difficoltà, vent’anni di dialogo con le istituzioni per dare una risposta ai bisogni del territorio. L’opera di Casa Novella festeggia questo importante traguardo facendo memoria della passione educativa e del desiderio di accoglienza che hanno animato Novella Scardovi e il marito Giuliano; furono loro, sin dai primi anni ‘90, ad ospitare ragazze in difficoltà nell’appartamento di Castel Bolognese dove vivevano con i tre figli. Quell’esperienza di condivisione è poi sfociata nella Casa d’Accoglienza San Giuseppe e Santa Rita di Castel Bolognese (località Biancanigo), inaugurata il 17 marzo 1996 e dalla quale sono nate in seguito altre strutture (in tutto 6).
L’opera di Casa Novella compie 20 anni
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L’opera di Casa Novella compie 20 anni
Mercoledì 9 marzo incontro pubblico a Faenza. Tra gli ospiti anche Giorgio Vittadini. Nella struttura vengono accolte ogni giorno 115 persone, soprattutto donne e minori
In occasione di tale ricorrenza, Casa Novella (il nome con cui viene identificata l’intera opera) organizza per mercoledì 9 marzo alle 20.45 al Cinema Sarti di Faenza (via Scaletta 10) un incontro aperto al pubblico dal titolo “Ogni pietra ha un nome”, un dialogo a più voci a 20 anni dalla nascita della Casa d’Accoglienza. Interverranno Marisa Bianchin, direttrice del Distretto Sanitario di Faenza; Francesco Biondini, presidente della cooperativa sociale Educare Insieme; Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà. Modera Fabio Catani, presidente della Fondazione Novella Scardovi. L’evento ha il patrocinio dei Comuni di Faenza e Castel Bolognese.
“Novella diceva sempre che ogni pietra di questa casa ha un nome perché sono le ragazze e i ragazzi accolti in questi anni ad averci insegnato l’esperienza dell’amore e della carità – spiega Adele Tellarini, neuropsichiatra infantile e responsabile della Casa d’Accoglienza -. I primi a ricevere un grande bene da questa esperienza siamo proprio noi che accogliamo”. “Tutto è iniziato nell’appartamento di Novella e Giuliano, e oggi ci troviamo con una realtà che accoglie 115 persone al giorno sia nei servizi residenziali che in quelli diurni, distinti tra l’ambito dei minori e quello della disabilità – aggiunge Francesco Biondini, presidente della Cooperativa Sociale Educare Insieme -. Novella non si era inventata niente, ha provato a rispondere a un bisogno concreto, ed è quel che continuiamo a fare noi oggi, erogando servizi socio-educativi in collaborazione con gli enti pubblici”. Festeggiare i primi vent’anni di questa storia secondo Biondini significa quindi “constatare che la persona, come diceva Novella, rinasce in un incontro.
L’opera Casa Novella oggi accoglie complessivamente 115 persone al giorno




