Nell’anno e mezzo trascorso dall’alluvione l’emergenza abitativa a Faenza si è ulteriormente aggravata colpendo in particolare i giovani, una fascia di popolazione che già prima faticava a trovare soluzioni abitative accessibili.
“La domanda di abitazioni è sempre stata elevata, ma oggi è davvero molto difficile trovare casa, sia in affitto che in acquisto, per la fascia media che non ha aiuti dalle famiglie -, spiega Riccardo Casamassima, direttore della cooperativa faentina di abitazione Coabi -. Una situazione paradossale, considerando che nel centro storico faentino esistono numerosi immobili vuoti che non riescono a intercettare la domanda esistente”.
Ma perché a Faenza, e in generale, le case costano tanto ed è difficile trovarne?
“Va premesso che Faenza è una città attrattiva, grazie alla sua posizione strategica e al vivace tessuto produttivo, capace di attirare persone con buona capacità di spesa – chiarisce Casamassima -. Per quanto riguarda l’aumento dei prezzi, oggi vediamo i risultati degli ultimi anni, dove sono successe diverse cose: gli aumenti della prima fase post covid, gli aumenti generati dall’inflazione causata dal 110%, un’offerta indirizzata su villette più che appartamenti. Si deve però sfatare un mito: oggi le case, rispetto al loro contenuto tecnologico, qualitativo e di sicurezza, in proporzione costano meno rispetto al passato. Il problema è che, essendo ‘troppo di qualità’, non sono alla portata di molti. Come se fossero tutte auto di lusso e non utilitarie. Purtroppo la normativa, vedi anche le ultime direttive europee, va sempre più in direzione della qualità tecnologica: infissi super isolanti, cappotti, pannelli fotovoltaici, impianti di climatizzazione, domotica. Dimenticandosi di chi non se la può permettere”.
Come sono ripartiti i costi di un immobile
“Se parliamo di costi, nel bilancio di un intervento edilizio attuale, il 75% è rappresentato dal costo di costruzione, mentre il terreno incide molto meno rispetto al passato. Gli oneri di urbanizzazione incidono per 10-15mila euro ad alloggio. Le polizze a garanzia previste per legge incidono per 5-7mila euro ad alloggio. Se aggiungiamo che l’accesso al credito è sempre più difficile, per privati e imprese, a causa anche di parametri molto rigidi imposti alle banche, il quadro è completo: sempre meno soggetti che costruiscono, con il rischio di monopoli, perché costruire costa sempre di più e richiede ingenti risorse finanziarie e sempre meno persone che riescono a comprare perché non accedono al credito”.
E le ristrutturazioni?
Quanto alle ristrutturazioni di immobili esistenti, soprattutto in centro storico, i costi sono ancora maggiori, con imprevisti, burocrazia e vincoli vari che complicano il quadro: “Per le imprese costa più che costruire ex novo perché manca una strategia che preveda facilitazioni fiscali urbanistiche ed edilizie – spiega -. Si tende a conservare immobili non più attuali, senza alcun valore, piuttosto che favorire e incentivare la demolizione con ricostruzione, spesso l’unico modo per riqualificare davvero i centri urbani”.
L’intervento di Coabi in via Masoni a Faenza
In tutto questo il contributo di Coabi è quello di fare case al miglior prezzo possibile, avendo margini ben minori rispetto alle imprese profit. Un esempio è la ristrutturazione di via Masoni, con 16 appartamenti, di cui 11 già prenotati. Un intervento di recupero, a consumo zero di suolo, con alloggi in classe A3/A4 con terrazze, logge, e servizi, che beneficia di detrazioni fiscali per i proprietari, a un prezzo più basso della media di Faenza, che comprende anche, come contributo di Coabi, la riqualificazione del parcheggio su via Filanda vecchia, a fianco del Cavalcavia, ormai prossimo alla riapertura.




