Si è svolto nella sede forlivese di Caviro il workshop, riservato a dirigenti e amministratori, dal titolo «Il rompicapo Cina». Al momento di approfondimento, organizzato dalla cooperativa vitivinicola in collaborazione con la società Nomisma di Bologna, ha partecipato anche il Prof. Romano Prodi in veste di massimo esperto di scenari internazionali (tra le lauree honoris causa di Prodi ce ne sono anche due nella Repubblica Popolare Cinese all’Accademia nazionale di amministrazione e all’Università di Nakai).
Al centro del workshop c’è stato soprattutto il mercato cinese, uno sbocco importante per il made in Italy oggi non ancora completamente interpretato: «La Cina è un mercato importantissimo anche per Caviro – sottolinea il presidente del Gruppo Carlo Dalmonte -. Quasi tutte le aziende italiane attive nell’export cercano di espugnare questo mercato anche se, ad oggi, in pochissimi hanno trovato la giusta chiave di lettura di un sistema così complesso. Nel corso dell’analisi di questa mattina ci siamo interrogati sulle prospettive dell’economia cinese e, in particolare, sulle potenzialità del mercato vinicolo cercando di ricavarne spunti utili per i prossimi mesi di lavoro in Cina».
«La Cina è un Paese difficile da conoscere ma senza dubbio oggi siamo davanti a un bivio importante – ha esordito il Prof. Romano Prodi -. Al momento la cosa stupefacente, che è emersa anche questa mattina, è la scarsità di conoscenza del cibo e del vino italiano da parte dei cinesi (solo l’1% delle ricerche sull’Italia effettuate su internet dalla popolazione cinese riguarda il cibo). È chiaro che in un contesto di questo tipo bisogna crescere però come sistema Paese. La Cina ha bisogno di importare e in futuro ci sarà certamente una crescita per l’Italia anche se, probabilmente, c’è ancora molto spazio per i grandi prodotti di massa mentre è un po’ più difficile per i prodotti come il vino che sono ancora considerati di lusso. Certamente stiamo sottovalutando le nuove tecnologie perché la cultura dei nuovi strumenti informatici è diffusissima e centrale».




