Le ultime settimane sono state caratterizzate da cambiamenti rilevanti e concomitanti. La creazione di Confcooperative Romagna-Estense, l’elezione di Roberto Savini alla presidenza e l’avvio del mio mandato come direttore generale. Nasce così una delle unioni territoriali più importanti della cooperazione italiana. Con rinnovata energia.
Allo stesso tempo, elementi di continuità permangono: la quasi totalità dei dirigenti cooperativi, a partire dai vice presidenti Mirca Renzetti e Pierangelo Laghi, prosegue la propria attività nei nuovi organi, sostenuta dal lavoro costante del segretario generale Mirco Coriaci. Con questo equilibrio di innovazione e stabilità affrontiamo la nuova stagione.
Un ringraziamento particolare va al direttore Andrea Pazzi e ai presidenti Mauro Neri e Michele Mangolini, che assume la vicepresidenza vicaria: il loro percorso condiviso ha reso possibile questa nuova architettura associativa.
Questa nuova dimensione non è un fine, ma un mezzo: la massa critica e la qualità delle competenze di Romagna-Estense ci conferiscono la responsabilità di esercitare un ruolo di influenza determinante sui tavoli regionali e nazionali di Confcooperative e di incidere con forza sulle politiche di sviluppo dei territori in cui operiamo.
Ai cooperatori romagnoli e ferraresi rivolgo un saluto che è anzitutto un impegno di ascolto e pragmatismo. Assumo questa direzione con la consapevolezza della responsabilità che essa comporta. A chi ha riposto fiducia nella mia figura, risponderò con dedizione e rigore. Il perseguimento dei nostri obiettivi strategici non può prescindere dall’efficienza della macchina associativa. In questo senso, la competenza e l’impegno delle donne e degli uomini che operano nell’associazione e nelle nostre società di sistema rappresentano il capitale primario di Confcooperative Romagna-Estense. A loro è affidato il compito di tradurre le linee programmatiche in risposte operative eccellenti, garantendo quella qualità del lavoro politico-sindacale e dei servizi che è condizione per la credibilità della nostra missione. La coesione del nostro personale lungo tutti i territori, con eguale dignità, è il presupposto su cui poggia l’affidabilità di tutto il sistema.
Il contesto esterno in cui cooperiamo è in continua evoluzione: non è un’opzione, ma una necessità dettata dai tempi, dai mercati, dalle politiche. Due esempi fra i molti: l’evoluzione delle politiche agricole e l’emergenza del settore abitativo. La nuova Pac prevede tagli inaccettabili, assenza di visione strategica e mancanza di risorse certe per investimenti e innovazione, rischiando di indebolire la competitività delle filiere agricole e cooperative proprio in una fase di forte instabilità dei mercati. Allo stesso modo, la questione dell’abitare rappresenta oggi un rischio strutturale per la tenuta del nostro sistema sociale. La carenza di alloggi a costi sostenibili non è più un problema marginale, ma una barriera che impedisce ai giovani di costruire il proprio futuro e alle imprese di attrarre talenti e mano d’opera.
Sfide come queste non ammettono inerzie del sistema cooperativo, né visioni frammentate fra i diversi ambiti. La stagione dei rinnovi delle Federazioni di Confcooperative che si apre nelle prossime settimane rappresenta un’occasione. Attraverso il metodo democratico delle assemblee, siamo chiamati a selezionare dirigenti capaci di coniugare la rappresentanza con la velocità di risposta richiesta dai mercati. In questo quadro, il dialogo intrasettoriale non è più un esercizio opzionale, ma una necessità strategica. Il successo di Confcooperative Romagna-Estense si misurerà sulla nostra capacità di essere utili alle imprese e di saper guardare oltre l’orizzonte immediato.
Buon lavoro a tutti noi.
Ruggero Villani
Direttore generale
Confcooperative Romagna-Estense




