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sabato 18 Aprile, 2026

I negozi di comunità per garantire servizi e futuro alle aree interne

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I negozi di comunità per garantire servizi e futuro alle aree interne

Venerdì 20 giugno a Marradi si è tenuto un confronto con i governatori delle due Regioni Emilia Romagna e Toscana promosso dalle due Confcooperative regionali

Si è tenuto il 20 giugno all’Urban Center di Marradi un incontro dedicato alle aree interne dell’Appennino promosso da Confcooperative Emilia Romagna e Confcooperative Toscana, con la partecipazione del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, della vicepresidente toscana Stefania Saccardi e del sindaco di Marradi Tommaso Triberti.

“La Regione Toscana sostiene da tempo l’esperienza delle cooperative di comunità, riconoscendone il ruolo nel presidio dei territori fragili. La proposta che arriva oggi da Confcooperative è quella di studiare un modello condiviso con l’Emilia-Romagna – dice il presidente di Confcooperative Toscana Alberto Grilli – che valorizzi questi presìdi in modo più stabile e strutturato. I negozi di comunità sono infrastrutture sociali che tengono viva il territorio e creano lavoro. Per questo chiediamo alle Regioni di prevedere strumenti normativi e risorse dedicate che rientrano pienamente nei Sieg – Servizi di Interesse Economico Generale – e sono alla base di un nuovo patto territoriale tra cittadini, enti pubblici e cooperazione”.

I Sieg rappresentano infatti una categoria di servizi che le istituzioni ritengono fondamentali per l’interesse collettivo. Si tratta di prestazioni essenziali – come trasporti, energia, telecomunicazioni, servizi postali o sociali – che rispondono a bisogni specifici delle comunità locali, in particolare dove il mercato da solo non è in grado di offrire soluzioni adeguate o accessibili. Rientrano in questa logica anche i presìdi cooperativi nati nei piccoli borghi per garantire accesso a beni e servizi primari.

“Il nostro modello imprenditoriale – dichiara Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna – ha sempre saputo coniugare sviluppo economico e coesione sociale, anche nei contesti più fragili e periferici. Oggi, di fronte al rischio di spopolamento e desertificazione economico-sociale, riconoscere i Sieg significa valorizzare strumenti che l’Unione Europea già individua come fondamentali per la tenuta delle aree marginali”.

“L’incontro odierno con Confcooperative di Toscana ed Emilia-Romagna, con il collega Michele de Pascale e con tutti gli attori coinvolti, rappresenta un passo importante verso un approccio coordinato tra Regioni, per strutturare politiche condivise e risorse dedicate – dice Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana -. La cooperazione, con la sua capacità di unire economia e solidarietà, è una risposta concreta alla desertificazione dei servizi e alla sfida della sostenibilità. Accolgo quindi con favore – conclude Giani – la proposta di lavorare a un modello normativo che riconosca i negozi e i servizi di prossimità come Servizi di Interesse Economico Generale (Sieg), perché è giusto attribuire a queste realtà il ruolo di bene pubblico che meritano”.

“Mantenere vivi i nostri territori – dice Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna – significa garantire servizi, diritti, qualità della vita e opportunità anche nelle aree interne e montane, luoghi preziosi e identitari della nostra regione. Come Regione Emilia-Romagna crediamo che i servizi di prossimità rappresentino un presidio irrinunciabile contro lo spopolamento e per lo sviluppo locale. Accogliamo con favore la proposta di lavorare a un modello condiviso e normato di sostegno a questi servizi. È proprio attraverso questo tipo di alleanze tra istituzioni, comunità cittadine e cooperazione che possiamo costruire un nuovo patto territoriale”.

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