L’Intelligenza Artificiale sta trasformando il mondo del lavoro. Secondo il Focus Censis/Confcooperative “Intelligenza artificiale e persone: chi servirà chi?”, presentato ieri a Roma, l’IA potrebbe far crescere il PIL italiano dell’1,8% entro il 2035, ma con il rischio di sostituzione per 6 milioni di lavoratori.
“Le cooperative, soprattutto nella nostra regione, possono giocare un ruolo chiave per promuovere una transizione tecnologica inclusiva, che non lasci indietro nessuno – afferma Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna -. È indispensabile investire in formazione nelle imprese e nella pubblica amministrazione, per far sì che l’IA non sottragga posti di lavoro, ma migliori le condizioni lavorative e valorizzi il capitale umano”.
Dal Focus Censis/Confcooperative emerge come le professioni più esposte alla sostituzione siano quelle maggiormente automatizzabili, mentre altre vedranno l’IA integrarsi nei processi lavorativi, con la necessità di nuove competenze che devono essere formate. Un dato significativo riguarda il divario di genere: le donne risultano più esposte alla sostituzione rispetto agli uomini, con un rischio del 54% per le prime contro il 46% per i secondi.
“In tutti i settori dove interviene la cooperazione, dal socio-sanitario a quello dei servizi alle imprese, alla manifattura fino all’agroalimentare, è possibile avviare una trasformazione equa, in grado di ridurre le disuguaglianze, promuovere l’intergenerazionalità e creare un modello di sviluppo sostenibile – conclude Milza -. È essenziale un impegno comune tra Istituzioni, imprese e lavoratori per favorire un’integrazione dell’IA che tuteli l’occupazione e valorizzi il lavoro umano. Vanno proprio in questa direzione le azioni portate avanti da Confcooperative Emilia Romagna, come l’adesione alla fondazione IFAB del Tecnopolo di Bologna, recentemente rinominato Dama, per mettere a disposizione delle imprese dei nostri territori, le grandi innovazioni tecnologiche e digitali portate avanti in quell’hub”.




