Business in crescita per la cooperativa Gemos di Faenza che, dopo aver consolidato la propria influenza nella nostra regione, si sta concentrando anche su nuovi territori e su nuovi servizi: «Siamo nati a Faenza ma è ormai da diversi anni che, per esigenze diverse, abbiamo cominciato a lavorare anche fuori dai confini provinciali e regionali esportando il nostro modello cooperativo» commenta Andrea Zangari, responsabile commerciale Gemos.
Gemos si consolida in altre regioni d’Italia
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Gemos si consolida in altre regioni d’Italia
La cooperativa di Faenza è operativa con oltre 170 addetti anche in Toscana, Marche e Umbria
I numeri
Vale infatti circa 9 milioni di euro il fatturato realizzato al di fuori dei confini regionali da Gemos e sono circa 2 milioni i pasti realizzati ogni anno. Per non parlare del dato occupazionale che, per i servizi realizzati in Toscana Marche e Umbria, tocca quota 170 addetti: «Per quanto riguarda la Toscana – continua – siamo presenti a Firenze, Siena, in diversi alcuni comuni del Mugello e nella vicina Marradi con servizi di ristorazione sia per la terza età che per le scuole. In Umbria gestiamo dal 2009 tutta la refezione scolastica del Comune di Assisi e siamo presenti anche nei Comuni di Passignano sul Trasimeno e Cannara. Infine nelle Marche copriamo tutte le province con locali commerciali, refezione scolastica, sanitaria e per la terza età. Il primo investimento in questa regione risale al 1994 con l’apertura di un bar self service pizzeria all’interno del centro commerciale Auchan di Ancona (tutt’ora attivo) e di seguito abbiamo avviato altre attività grazie all’acquisizione di importanti appalti».
Servizi per i terremotati
Sempre nelle Marche, precisamente nel Comune di Tolentino dove Gemos gestisce da anni la cucina della casa di riposo comunale, da gennaio la cooperativa ha avviato anche un servizio mensa per le famiglie colpite dal terremoto di ottobre: «Dopo il sisma – spiega Zangari – è stata costituita un’area container per le persone che non possono, per il momento, rientrare nelle loro abitazioni e ci è stato chiesto di organizzare il servizio in modo da poter somministrare il vitto per tutti. E’ stato un impegno gestionale molto grande, ma siamo riusciti ad essere operativi in pochissimo tempo coinvolgendo tutto il personale che abbiamo già in forza sul territorio e assumendo anche nuove persone».




