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sabato 18 Aprile, 2026

Cesac: completata la fusione con Cometa

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Cesac: completata la fusione con Cometa

Andraghetti: “Chiediamo che l'indicazione dell'origine dei prodotti alimentari sia corretta e controllata”

Il 4 agosto si è colncluso il processo di fusione fra Cesac e Cometa, per l’assegnazione dello stabilimento ‘ex Sermenghi’ di Medicina, in modo tale da pensare all’utilizzo dello stesso per il raccolto del mais e del sorgo. Stefano Andraghetti, presidente della cooperativa Cesac di Conselice, annuncia il completamento delle pratiche dell’importante operazione strategica per le due realtà agricole del territorio e fa il quadro della situazione, iniziando dai cereali:
“I conferimenti sono ormai nella fase finale e possiamo dire che la campagna è stata positiva per la qualità e questo vale in primo luogo per i grani duri, ma anche per i teneri. Per questo risultato si è rivelata importante la professionalità dei produttori, anche con tempestivi interventi contro gli attacchi funginei che hanno permesso di difendere nel modo migliori le colture. Speriamo che le piogge copiose degli ultimi giorni di giugno non abbiano intaccato la qualità di questi prodotti, perché questa determina poi l’andamento commerciale e le richieste del mercato. Riscontriamo però una riduzione delle rese produttive di circa il 15%, dato medio e non uniforme. Il calo riguarda soprattutto i grani duri seminati in epoca precoce.”

Qual è l’andamento delle produzioni orticole?
“Dopo un’annata eccezionale come quella trascorsa in cui questi prodotti sono riusciti a spuntare prezzi soddisfacenti, quest’anno, almeno per le patate, la commercializzazione segna punti di sofferenza, con prezzi in calo. La produzione 2014 è in aumento e lo sono anche quella delle novelle nelle regioni del sud Italia, in Spagna e in altri Paesi esteri. Tutto ciò innesca una preoccupante riduzione dei prezzi, come del resto sta accadendo anche per il settore della frutta in questa prima fase della campagna estiva.”
“L’importante – chiarisce Andraghetti – è che non si debba assistere ad un crollo dei prezzi: non ci attendiamo che eguaglino quelli del 2013, ma che non scendano sotto i costi di produzione, perché in questo caso si metterebbe in discussione quel nuovo entusiasmo verso questa produzione che si è verificato fra il 2012 e il 2014. Le dinamiche del mercato prevedono in ogni caso una diminuzione dei consumi, ma il problema è riuscire a difendere il prodotto nostrano di qualità dalla concorrenza di prodotto straniero non tracciato come tale, come è stato recentemente evidenziato anche da trasmissioni televisive; in questo siamo allineati con le organizzazioni dei produttori e con il movimento cooperativo: il consumatore deve conoscere l’origine del prodotto che acquista.”

Veniamo alle cipolle…
“Quelle seminate ad ottobre e raccolte a giugno hanno dato delle buone produzioni, con qualità elevata e prezzi sui 18-20 cent/kg. che si possono ritenere accettabili; vanno meglio la cipolla bianca e quella rossa che ottengono valutazioni leggermente superiori.”

Concludiamo con il settore vitivinicolo:
“Qui c’è da notare un preoccupante crollo dei prezzi nel mercato del vino a partire da febbraio di quest’anno. L’assenza di compratori sta creando problemi di giacenze e dà origine a dei prezzi non più remunerativi. C’è dunque preoccupazione, soprattutto in vista della prossima vendemmia: anche qui la comparsa
di prodotto straniero a prezzi stracciati ha comportato problemi rilevanti.”

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