10.9 C
Faenza
sabato 18 Aprile, 2026

Cesac, bilanci soddisfacenti per i soci

Pubblicità

Cesac, bilanci soddisfacenti per i soci

Nonostante le difficoltà del 2014 l'annata della cooperativa di Conselice è stata compensata dall'elevata qualità del prodotto

E’ un’eredità piuttosto pesante quella che l’annata 2014 ha lasciato sulle spalle degli agricoltori, penalizzati dalle troppe coincidenze climatiche negative e da scenari produttivi e commerciali complessi. “Eccesso di piogge, produzioni abbondanti ma di scarsa qualità, embarghi, calo dei consumi e crisi finanziarie non ancora superate hanno reso lo scorso anno molto difficile – sottolinea Stefano Andraghetti, presidente della cooperativa Cesac -. Ad oggi l’unica certezza che abbiamo è la consapevolezza che nuove azioni vanno messe in campo e, proprio per questo, i produttori di Cesac hanno scelto di cercare nuove opportunità approvando progetti di potenziamento ed efficientamento della struttura di conferimento e servizi.”

Qual è il bilancio di Cesac?
“Nonostante le straordinarie difficoltà del 2014 le produzioni dei soci avranno bilanci soddisfacenti. E’ vero che i prezzi in diversi casi sono diminuiti ma questo è stato compensato dall’elevata quantità del prodotto. Per i cereali, dopo 6 mesi di commercializzazione, registriamo un buon andamento per i grani duri (con prezzi che hanno raggiunto i 40 euro), mentre i teneri hanno mantenuto prezzi più nella norma ma con buone produzioni. Le alte produzioni per mais, sorgo e soia stanno determinando, pur con prezzi in flessione, Plv adeguate.”
Qual è l’arma vincente nel settore agricolo?
“Sono davvero tanti i fattori che influiscono sulla buna riuscita della campagna: dalla qualità del prodotto alle adeguate tecniche di stoccaggio, dalla programmazione alla giusta assistenza. Queste, insieme all’aggregazione commerciale, sono le armi vincenti che abbiamo a disposizione.
Prima ha tracciato un focus sul cerealicolo. Cosa ci dice invece del settore orticolo?
“Nel 2014 questo comparto riscontra cali di prezzi di oltre il 50% rispetto al 2013, mancati ritiri, difficoltà di vendita per maggiori concorrenze in una annata di sovrapproduzione europea alle prese con il blocco delle esportazioni. Nel nostro caso si può dire sia stata provvidenziale l’aggregazione con i produttori di Cometa e gli impianti di Medicina. Le nuove potenzialità ci stanno permettendo di commercializzare le quantità di prodotti conferiti con una maggiore diversificazione di clienti e di tipologie di vendita, che altrimenti non avrebbero reso scontato la totale vendita dei tuberi e delle cipolle.”
Qual è invece la situazione sul fronte prezzi?
“E’ ancora presto per fare un bilancio dei prezzi di liquidazione ma se la commercializzazione continua senza particolari problemi, abbinate le alte produzioni a prezzi pur ridotti, possiamo pensare che il bilancio delle colture sarà positivo, anche se non ricco come o nel 2013. Anche qui la o qualità è un progetto su cui lavorare perché sarà fondamentale, in caso di basse produzioni, avere prodotti che si distinguano per marca e per qualità organolettiche e di presentazione fino alla primavera.”
Veniamo ora al vino…
“Per il settore vino la scarsa quantità e la bassa gradazione sono un problema nuovo, figlio di una mancata estate che ha ridotto gli zuccheri nelle uve e diminuito le quantità. E’ così che con i prezzi dei vini che pur hanno ripreso quotazione rispetto ai minimi, il bilancio non sarà buono come negli ultimi due anni e le PLV saranno minori.”
Quali azioni metterete in campo nei prossimi mesi?
“Uno sguardo al settore non può prescindere dall’individuazione di strategie vincenti. Il primo obiettivo per i produttori è la programmazione delle semine e degli impianti con strutture di conferimento e commerciali pensate in base alle esigenze del mercato. Per non commettere gli errori del passato occorre fare una programmazione di produzione solo se si ha la forza aziendale per produrre bene. Il secondo obiettivo è la qualità: il prodotto per le strutture commerciali deve essere il migliore possibile sia per presentazione, che per gusto e conservazione. Sono le uniche armi che abbiamo per evitare eccessi di produzione in periodi di commercializzazione difficili e, soprattutto, per proporsi nella fascia alta della produzione.”
Pubblicità

Ultime notizie

Pubblicità
Pubblicità

Articoli correlati